
Il 17 ottobre si è pregato per la pace in Medioriente. La Chiesa in Italia accoglie l’esortazione del Patriarca latino di Gerusalemme, il neo cardinale Pierbattista Pizzaballa, di riunirsi per pregare per la pace in Medioriente.
L’invito è contenuto in un messaggio diramato a nome di tutti i vescovi di Terra Santa il 13 ottobre scorso, una settimana dopo gli attacchi di Hamas ai territori israeliani. Il 17 ottobre sarà giorno di digiuno e preghiera di tutti i cristiani del mondo.
«A nome di tutti gli Ordinari di Terra Santa, invito tutte le parrocchie e comunità religiose a una giornata di digiuno e di preghiera per la pace e la riconciliazione. Si organizzino momenti di preghiera con adorazione eucaristica e con il rosario alla Vergine Santissima», si legge nella nota firmata dal neo porporato.
«Probabilmente in molte parti delle nostre diocesi le circostanze non permetteranno la riunione di grandi assemblee. Nelle parrocchie, nelle comunità religiose, nelle famiglie, sarà comunque possibile organizzarsi per avere semplici e sobri momenti comuni di preghiera». «È questo il modo in cui ci ritroviamo tutti riuniti, nonostante tutto, e incontrarci nella preghiera corale, per consegnare a Dio Padre la nostra sete di pace, di giustizia e di riconciliazione», prosegue la nota nella quale si esprime «grande dolore e sgomento per quanto sta accadendo.
Ancora una volta ci ritroviamo nel mezzo di una crisi politica e militare. Siamo stati improvvisamente catapultati in un mare di violenza inaudita. L’odio, che purtroppo già sperimentiamo da troppo tempo, aumenterà ancora di più, e la spirale di violenza che ne consegue e creerà altra distruzione. Tutto sembra parlare di morte».
La Presidenza della CEI ha messo a punto un sussidio da poter utilizzare in tutte le chiese per la preghiera. Anche le realtà associative del mondo cattolico hanno accolto l’invito: «L’Unitalsi in questo momento di dolore e sofferenza a causa dei recenti e violenti eventi che hanno scosso la Terra Santa esprime vicinanza alle popolazioni coinvolte – ha detto l’assistente spirituale Mons. Rocco Pennacchio. – L’Associazione fa proprio l’invito della Conferenza Episcopale Italiana alla preghiera e al digiuno per la giornata del 17 ottobre 2023». Da anni, infatti, la Terra Santa è una delle principali mete di pellegrinaggio dell’Associazione.
Anche Comunione e Liberazione aderisce all’appello del cardinale Pierbattista Pizzaballa. Così Davide Prosperi, presidente della fraternità: «Condividiamo profondamente le recenti parole di Papa Francesco. Nell’esprimere vicinanza commossa alle molte persone innocenti che stanno vivendo momenti di enorme dolore e di morte, e senza dimenticare le responsabilità di chi aggredisce, ci sentiamo ancora più provocati a prendere coscienza del fatto che l’uomo non è in grado di salvarsi da sé e che solo Dio può donare la vera pace. Aderiamo quindi, in unità con la Chiesa e con tutti coloro che desiderano davvero la pace, all’invito del cardinale Pizzaballa. Il movimento si organizzerà a livello personale, famigliare e comunitario per vivere adeguatamente questa giornata di affidamento a Dio, considerandola anche un momento concreto di incontro e di missione verso tutti».
Avvenire, quotidiano dei vescovi italiani, in vista del 17 ottobre, ha promosso l’iniziativa #vocidipace attraverso la quale tutti i credenti possono condividere messaggi, poesie, testi ed intenzioni di preghiera. «La ferita della nuova, drammatica crisi mediorientale ci riguarda e interpella nel profondo – scrive il quotidiano. – In occasione della Giornata nazionale di digiuno, preghiera e astinenza per la pace e la riconciliazione promossa dalla Chiesa italiana per il 17 ottobre Avvenire vuole raccogliere e far risuonare tutte le #vocidipace».
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