
Il 2025 è l’anno dell’unfollow di massa, lo dice la giornalista Joanne McNeil. La tendenza del 2025 sarà dare sempre meno importanza al follow e dipende da come stanno cambiando i social media.
L’Intelligenza Artificiale nei social media opera sottoforma di algoritmi che apprendono le preferenze degli utenti e automaticamente ne modificano il feed. I contenuti che oggi consumiamo sui social media sono fatti su misura per noi, in base alle nostre preferenze ma anche in base a ciò che non ci piace.
Se il fine ultimo dei social media è tenerci incollati agli schermi, il “rage-baiting” è la tecnica migliore. Il “rage-baiting” viene spesso usato dai creatori di contenuti, e poi sfruttato dagli algoritmi, come strumento per aumentare l’engagement degli utenti attraverso contenuti che scatenano dissenso o indignazione. Nell’ultimo anno, X ,precedentemente chiamato Twitter – ora nelle mani di Elon Musk – è stato bollato come il social politicamente più estremo. Sebbene solo una piccola parte degli utenti di X generino contenuti politicamente scorretti, l’algoritmo li amplifica in modo da accrescere le interazioni. Questa strategia normalizza l’odio che si genera in rete e lo amplifica, diventando un pericolo.
Secondo la BBC, alcuni utenti su X vengono ricompensati dalla piattaforma per l’engagement generato da post falsi. Ad esempio, contenuti di disinformazione, immagini generate dalle AI e teorie del complotto. Inoltre, l’ascesa dei contenuti generati dall’Intelligenza Artificiale anche sui social media rende sempre più difficile per gli utenti distinguere i contenuti genuini da quelli falsi. Inoltre, le emozioni negative generate da questi contenuti possono spingere le persone a disconnettersi. Secondo la Professoressa di Comunicazione dell’Università del Michigan, Ariel Hazel, è un meccanismo “drenante”.
Una settimana fa, il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, ha annunciato che Facebook avrebbe rinunciato ai meccanismi di fact-checking attraverso terze parti per adottare il modello usato da X. A partire dagli Stati Uniti, Meta, il colosso che possiede Facebook, Instagram e Whatsapp modererà i propri contenuti attraverso le note della community. Questa notizia, giunta appena dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, aumenta le preoccupazioni del pubblico rispetto alla presenza sempre più evidente di fake news e cospirazioni sui social media. Oltre alla qualità dei contenuti, la tendenza all’unfollowing dipende anche dal funzionamento delle IA sui social media.
Secondo gli esperti, ci avviciniamo all’era dei “recommendation media”. Queste sono piattaforme i cui contenuti vengono decisi sulla base delle raccomandazioni di un algoritmo, non delle relazioni sociali. Molti utenti scelgono di disconnettersi, altri non si fidano più di ciò che leggono sui social media o non trovano attraente il contenuto generato automaticamente dall’IA. Così, le abitudini degli utenti cambiano, trasformando i social media in luoghi dove l’interazione sociale è in effetti meno presente.
Questo si è già rivelato un dato di fatto per TikTok, il social media cinese prediletto dai giovani della Gen Z e Gen Alpha. Gli utenti spesso guardano i contenuti raccomandati dalla piattaforma senza aver bisogno di seguirne il creatore. Poiché l’algoritmo ha le informazioni sufficienti a suggerire i contenuti adeguati, il following diventa un dato sempre meno importante.
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