
Nel 1981, con la legge 219, a Napoli sorsero i primi “ghetti”. Ciò fu la conseguenza del dover porre un veloce rimedio ai danni del terremoto dell’80. Nella zona Est vennero costruiti i due casermoni di Via Taverna del Ferro, ad oggi conosciuti come “il Bronx” di San Giovanni a Teduccio. Case che dovevano essere provvisorie, ma che sono lì ormai da quaranta anni. A persistere nel tempo, sono state anche le condizioni disumane nelle quali riversano gli abitanti del posto. Muffa nelle case, spazi comuni sporchi e abbandonati e cattivi odori dovuti all’acqua stantia che passa sotto i garage; sono solo alcuni dei problemi presenti nelle “stecche”.
Nel 2018, però, gli abitanti del Bronx decidono di insorgere. Approfittando di una visita al quartiere di Luigi de Magistris, decisero di mostrare a quest’ultimo le condizioni del parco. Nasce così il progetto di abbattimento e ricostruzione, portato poi avanti dall’amministrazione di Gaetano Manfredi e dalla Città Metropolitana di Napoli. La differenza fu fatta soprattutto grazie alla tenacia e alla perseveranza di alcuni abitanti del Bronx, che fondarono il Comitato di lotta Ex Taverna del Ferro.
«Chi commissionò i casermoni di Taverna del Ferro, chiese che fossero sviluppati in altezza. Dovevano essere talmente alti da essere visibili dal mare. Ecco che ci ritroviamo due stecche parallele da 31 metri. Ogni costruzione era fornita di tunnel e ponti che collegavano tutte le abitazioni. Col tempo, però, per questioni di ordine pubblico e in seguito alle imposizioni del clan allora presente, i ponteggi e i passaggi furono chiusi». A narrarci l’anatomia del Bronx, sono Rosaria Cordone e Rosaria Riccardi, due compagne del Comitato. «Le abitazioni in tutto sono 360, occupate da aventi diritto e non solo. Questo perché ci fu un’emergenza abitativa circa dieci anni fa che portò molti disoccupati ad occupare gli alloggi liberi». Un altro chiarimento arriva sul nome del posto: «Il vero nome è Taverna del Ferro, come la via storica del quartiere. La denominazione “Bronx” nacque da alcuni ragazzini che giocando a pallone notarono somiglianze con il famoso quartiere newyorkese e decisero di scriverlo sui muri. Non è, come molti credono, un nominativo dovuto al sistema malavitoso che ronza attorno questo posto».
Nonostante i fatti di cronaca e le organizzazioni criminali che hanno segnato il parco, il Bronx ha saputo farsi notare anche per eventi positivi. Sono tante, infatti, le associazioni che agiscono sul territorio. Inoltre, nel 2017, arriva Jorit con i suoi murales; in particolare quello di Maradona. «Jorit ha dato visibilità a questo quartiere, la street art negli ultimi anni regna nelle periferie ed è un bene perché dona bellezza anche a quei luoghi segnati dalle difficoltà urbane e sociali». Ad oggi, inoltre, è attivo il cantiere per la demolizione e la costruzione delle nuove abitazioni: un barlume di speranza in un quartiere spesso trascurato. «Attraverso i finanziamenti del PNRR e degli altri enti, si riuscirà finalmente a dare vita a delle nuove abitazioni». Il nuovo parco prevede alloggi, ma anche campi da calcio, aree verdi e spazi per la socialità. «Un progetto del genere non poteva essere accolto che con grande gioia».
A marzo 2024 sono iniziati i lavori del cantiere e i primi 180 alloggi dei 360 previsti dovrebbero essere pronti nel 2025. Gli abitanti del parco sono tutti in trepidante attesa e ogni giorno fanno riferimento al Comitato per essere informati sul procedimento dei lavori. «Le stecche del Bronx nel bene e nel male hanno contraddistinto San Giovanni a Teduccio, ma i cittadini del posto vogliono scrollarsi di dosso tutta la negatività legata a queste mura. Il tratto distintivo di questo quartiere deve diventare il coraggio della gente del posto, con tutto ciò che sono riusciti ad ottenere». La speranza che accomuna tutti è soprattutto quella di riuscire a donare ai giovani un luogo adatto ai loro desideri e obiettivi, capace di fornire loro una base solida dalla quale partire per un futuro più luminoso.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...