
La vittoria dello scudetto del Napoli, è una grande dimostrazione di pura passione, entusiasmo, grinta e “Fame di Vincere”; è stata un’opera d’arte dipinta non solo da chi stava in campo giocando, ma anche dai tifosi, essere in un clima dove tutti lottano e credono con molta speranza per il futuro, bellissimo! C’è da dire che non sono mancate le brutte pecche di questo clima, che purtroppo, nonostante ci raffigurava campioni, ci proclamava anche come umani asociali, distruttivi e negativi per la nazione.
Sicuramente vincere uno scudetto è stato un miracolo per questa gente, perché questo sport e il passato che ha avuto in questa città lo rendono un trofeo che si porterà in generazioni a seguire. Ma l’aspetto più curioso di questo terzo scudetto del Napoli rappresenta lo spirito di condivisione che tutti hanno avuto in relazione alla squadra, e anche fuori; hanno deciso di supportare una squadra che si è identificata in atleti di origini straniere come: Victor Osimhen, Khvicha Kvaratskhelia, per dirne alcuni dei tanti in squadra, atleti che sono stati tutti indispensabili alla lotta del Napoli, ma allo stesso tempo hanno dimostrato il loro talento calcistico, e soprattutto, il loro impegno, che li ha aiutati a superare tutte le critiche negative subite sul campo di battaglia e al di fuori.
Ma un’altra cosa che hanno fatto è trasformare, l’ormai super citata, situazione demografica nazionale per i migranti, quest’ultimi considerati da molti italiani uno dei problemi più grandi della nazione. È un argomento super particolare, che richiede un’analisi riservata e ben considerata, ma che in una storia particolare di quello che è stato il Napoli, non si può dissociare, perché essere soddisfatto e contento di uno scudetto, è ammettere che: “le persone che fuori dal campo ritieni mediocri, quasi a livello disumano, in campo li hai trattati come divinità apparse dal cielo per risolvere ciò che sembrava ormai morto, sei arrivato a chiamarli “Uno di Noi”… Questa è una delle frasi più egoiste a livello assoluto, a parere mio.
Essere uno straniero in Italia è difficile, è soprattutto un’esperienza “oscura” ha dell’incredibile… Quello che voglio far considerare è: se essere accettati da stranieri viene basato su pregiudizi egoistici ed ignoranti, per quale motivo sarebbe giusto subire tutto ciò? Non è chi se lo merita che viene punito? E perché un mortale come essi, crede di essere la suprema entità che decide il destino del povero?
Quello che sto dicendo da napoletano nero, è che sono felice che il Napoli abbia vinto lo scudetto, ma se questo significa che tutti mi devono chiamare Oshimen, e che la mia identità umana e da cittadino italiano o viene sminuita o del tutto cancellata, ci penserei due volte a dire “FORZA NAPOLI!!!”. Se ci deve prima essere la tua soddisfazione personale prima dei miei diritti da essere umano, allora non ci sono le basi per costruire nulla…
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