Ultimo Magazine
Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora
Informare Online

Home
La Redazione
  • Speciali
Officina Volturno
  • Storia di Napoli a fumetti
  • Premio "città di Castel Volturno"
  • Informare con l'Arte
  • PCTO nelle scuole
  • Lavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
  • I nostri sostenitori
AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche
Logo Informare Online

Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

Magazine del mese

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026Sfoglia ora

Link Utili

  • Home
  • Contatti
  • La redazione
  • Punti di Distribuzione
  • Sostienici
  • I Nostri Sostenitori
  • Archivio Magazine

Categorie

  • Attualità
  • Ambiente
  • Politica
  • Cultura
  • Spettacolo
  • Sociale
  • Sport
  • Castel Volturno
  • Comunicati Stampa
  • Pubblicazioni Scientifiche

Seguici su

Scarica l'App

© 2026 Informare Online. Tutti i diritti riservati.

Testata giornalistica reg. Tribunale di S. M. Capua Vetere N° 678 del 03/04/2007
Home
La Redazione
Officina Volturno
Inchieste
Video
Sostienici
ApprofondimentiEVIDENZAPolitica

Tutto il marcio del caso Almasri

Luca Capone
Luca CaponeRedazione Informare
30 gennaio 20256 min di lettura

Condividi su

WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram
Tutto il marcio del caso Almasri

Indice (5)

  • 1Il video della Meloni
  • 2La verità sulla vicenda
  • 3Una decisione politica camuffata da cavillo giuridico
  • 4Una verità che è meglio tenere a fondo
  • 5Il marcio che viene a galla, da Destra a Sinistra

La vicenda che coinvolge l’iniziale arresto e il successivo rimpiatrio, con tanto di volo dei servizi segreti, del capo della polizia giudiziaria libica e del centro detenzione di Mitiga Najem Osama Almasri, tocca dei punti del nostro paese che è interesse di tutti che rimangano sopiti, da Destra fino a Sinistra, sebbene quest’ultima stia sfruttando l’occasione per fare la morale ad una realtà di cui è la prima complice.

Il video della Meloni

Partiamo dalla fine, col geniale video della nostra premier che, anticipando i giornalisti, annuncia con orgoglio il suo “avviso di garanzia” pervenuto dall’avvocato Luigi Li Gotti. Strepitoso a livello di comunicazione, penoso a livello di contenuti.

Giorgia, infatti, parte subito con una impietosa delegittimazione dell'”avversario” corrente, tale Li Gotti, utilizzando la classica retorica del distruggere “non cosa si dice, ma chi lo dice” (delegittimazione, tra l’altro, che ha basato sul fatto che l’avvocato si sarebbe reso famoso per aver difeso Tommaso Buscetta «ed altri mafiosi», come se porsi al fianco dei pentiti di mafia fosse una cosa scandalosa).

Il video prosegue poi con la distorta narrazione dei fatti che il premier e il ministro Nordio hanno portato anche in Parlamento, quella che vede il governo come una povera vittima degli eventi ritrovatosi con il pericoloso criminale lasciato a piede libero dalla corte d’appello di Roma, per un suo vizio formale nell’arresto. Governo che poi sarebbe stato “costretto” a rimpatriare l’individuo per la eccessiva pericolosità dello stesso. Non manca poi, la velata accusa complottista nel precisare che il mandato d’arresto era stato rilasciato solo quando Almasri era in Italia, dopo 12 giorni in cui «aveva serenamente soggiornato in altri tre Stati europei».

La verità sulla vicenda

Peccato, cara Premier, che se una persona è pericolosa per la sicurezza di uno Stato la si mette in carcere, non la si riaccompagna al suo Paese con un volo di Stato pagato dai contribuenti, come un piccolo Lord.

Il vizio formale di cui parla la premier era perfettamente risanabile dal Ministro della Giustizia Nordio. Si trattava di un errore nella procedura di arresto, poichè  la polizia italiana si è mossa in base alle norme sugli arresti a fini estradizionali, mentre in questo caso andavano applicate altre due leggi di ratifica e attuazione della cooperazione con la Corte dell’Aia. Queste prevedono una preliminare e indispensabile «interlocuzione tra il ministro della Giustizia e la Procura generale presso la Corte d’Appello di Roma». In sostanza, la polizia non poteva arrestare il ricercato di propria iniziativa, ma solo su autorizzazione del ministro Guardasigilli al quale dovevano rivolgersi i magistrati dell’Aia.

Qui in realtà ci sarebbe già la prima fallacia nella narrazione, poichè non possiamo essere sicuri che questa interlocuzione tra i magistrati della Cpi e Nordio non ci sia stata, dato che è possibile (oltre che plausibile, visto che l’avevano già fatto per la comunicazione alla polizia) che questa sia pervenuta tramite l’ambasciata italiana in Olanda. Una delle norme in materia, infatti, prevede che le istanze siano trasmesse «per via diplomatica».

Una decisione politica camuffata da cavillo giuridico

Aldilà di ciò, quando la Corte d’Appello ha rilevato l’anomalia e ha chiesto un parere, il procuratore generale ha ritenuto la cattura di Almasri «irrituale», ma non illegittima, e ha domandato al Ministero della Giustizia che cosa intendesse fare. Il Guardasigilli, a quel punto, poteva risolvere il problema tecnico chiedendo di procedere secondo l’istanza della Corte internazionale. Ma, a detta dello stesso procuratore generale, «Il ministro della Giustizia, interessato da questo ufficio in data 20 gennaio immediatamente dopo aver ricevuto gli atti dalla Questura di Torino, ad oggi non ha fatto pervenire nessuna richiesta in merito».

Ed è solo a quel punto che la Corte d’Appello si è trovata costretta alla scarcerazione del generale libico, nell’impossibilità di convalidare l’arresto. La realtà è che qualunque «irritualità» dell’arresto del generale libico poteva essere sanata dal ministro Nordio, il quale non ha ritenuto di farlo, per evidente volontà del governo e per tutto ciò che comporta la figura di Almasri per il nostro Paese.

Una verità che è meglio tenere a fondo

Si eviterà di discutere delle ulteriori gaffes della premier nel video incriminato, come l’avviso di garanzia che in realtà non è un avviso di garanzia, o l’accusa complottista che non tiene conto del fatto che la richiesta d’arresto proveniva dal 2 ottobre, e l’emissione del mandato era conseguente al fatto che solo in quel momento si era venuto a sapere della presenza di Almasri in Europa.

Si eviterà poichè è evidente che dietro i tecnicismi giuridici ci sia la scelta politica di liberare Almasri e farlo tornare tranquillamente in patria, comodamente seduto sul sedile di un un aereo di Stato a disposizione dei servizi di sicurezza coi suoi 3 amici libici, ed essere acclamato al suo ritorno come un vero eroe, che nel curriculum ha giusto qualche crimine contro l’umanità.

Almasri fa parte di quelle verità che la nostra classe dirigente non ha per nulla voglia di far affiorare in superifice, trovandosi meglio a parlare nei salotti TV dei soliti quattro-cinque argomenti che interessano alla pancia degli italiani, facendo sprofondare in un limbo le vere questioni che farebbero vergognare ogni politico che si trova nelle aule parlamentari. Almasri è a capo della prigione di Mitiga, dove vengono rinchiusi migliaia di migranti che sperano di raggiungere l’Europa, ed è ritenuto responsabile di aver coordinato, ordinato e eseguito omicidi, violenze sessuali e torture. E le porcate che avvengono lì, con Almasri in prima linea, sono finanziate da noi.

Il marcio che viene a galla, da Destra a Sinistra

Con la Libia abbiamo un memorandum firmato nel 2017. Un accordo siglato dal ministro del PD Minniti, con cui facevamo patti con le tribù locali e la guardia costiera tripolina, e che impedì che l’Italia subisse un devastante tsunami di migrazioni, tant’è che gli sbarchi calarono in un anno del 77%. Da allora, in nome della sicurezza internazionale del contenimento della paurosa emergenza migratoria, lanciamo soldi dall’altra parte del mediterraneo, girando la faccia per far finta di non vedere come questi vengono usati. l’importante è che vengano usati per non far arrivare nel nostro paese troppi migranti sgraditi. Dal 2017 l’accordo viene rinnovato periodicamente, da governi di destra, governi di sinistra e governi post-ideologici, finanziando quelli che testimoni diretti descrivono come dei veri e propri lager.

Difficile dire chi risulti più ridicolo in questo squallido teatrino. Se il governo che si attacca a dei cavilli giuridici, quando è di dominio pubblico che il 21 gennaio, mentre il ministero della giustizia confermava di aver ricevuto la richiesta di arresto del libico, dichiarando che stava valutando “la trasmissione formale della richiesta della Cpi al procuratore generale di Roma”, dall’aeroporto di Ciampino era già partito l’aereo che in serata avrebbe riportato Almasri a Tripoli; o il PD all’opposizione, che impugna la questione in nome del diritto umanitario, facendo finta che se al governo ci fossero stati i dem l’epilogo sarebbe stato diverso, sebbene questi criminali li abbiano fatti nascere loro e hanno a cuore quanto la Destra che restino a piede libero.

Tags
  • #Bilancio accordi Italia Libia
  • #caso almastri
  • #giorgia meloni
  • #Guardia Costiera libica
Luca Capone
Redazione Informare

Luca Capone

Articoli Autore
Ti è piaciuto questo articolo?Condividilo con i tuoi contatti
WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram

Potrebbero interessarti anche

•
•
•
•

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora

Home
La Redazione
Speciali
Officina Volturno
Storia di Napoli a fumettiPremio "città di Castel Volturno"Informare con l'ArtePCTO nelle scuoleLavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
I nostri sostenitori

Categorie

AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche

Segnalazioni WhatsApp

Hai qualcosa da segnalarci?

Scrivici su WhatsApp. Tuteliamo l'anonimato e la riservatezza delle fonti.

Scrivici su WhatsApp

Seguici su:
Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia

A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...

Davide Puzone•18/09/2026
Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni

La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...

Ilaria Morlando•18/09/2026
Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro

Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...

Mariafrancesca Cafarelli•18/09/2026
RUBRICA. Leggere che passione!
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

RUBRICA. Leggere che passione!

Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...

Redazione Informare•18/09/2026