Alla foce del Volturno la costa ha arretrato ~700 metri in settant’anni, il porto di Pineta Mare intrappola i sedimenti a nord, le spiagge a sud-est entrano in crisi. Il caso della foce del Volturno è stato inserito all’interno del XVII Rapporto della Società Geografica Italiana “Paesaggi sommersi. Geografie della crisi climatica nei territori costieri italiani“.
Il rapporto analizza le località in Italia che potrebbero essere interessate dalle complicazioni della crisi climatica. In particolar modo inerenti l’innalzamento dei mari, il rischio di inondazione e l’erosione costiera. Il rapporto analizza tre casi in Campania nello specifico: la foce del fiume Volturno, la foce del fiume Alento (Marina di Casal Velino–Ascea, SA) e la Baia di Sapri (SA).

Ci soffermiamo in particolar modo sul caso della foce del fiume Volturno, ubicato nel comune di Castel Volturno, in provincia di Caserta. L’analisi esordisce con un salto all’indietro del tempo, in cui si dice che nell’arco degli ultimi 2500 anni la costa è stata particolarmente aggredita da “stabilità geomorfologica e diffusa antropizzazione” alternata a “periodi limitati di instabilità ambientale”. Tra inizio e fine Ottocento, addirittura, è stata rilevata una notevole progradazione (ovvero l’avanzamento della spiaggia accumulando sedimenti).
I problemi, però, cominciano dalla metà degli anni Cinquanta del secolo scorso. A partire da questo periodo, citando il rapporto: «si registrano importanti fenomeni erosivi con l’arretramento della foce di circa 700 metri».
Ma da cosa è dovuto tutto ciò? Ovviamente dalla mano dell’uomo. Di fatti: «tali arretramenti sono da correlare all’intensa attività estrattiva nell’alveo, sulle spiagge e alla foce». Nel bacino idrografico del fiume, infatti, sono state realizzate 4 traverse e 10 sbarramenti a scopo idroelettrico e/o irriguo che hanno contenuto i sedimenti verso la foce. Per non citare l’importante attività di prelievo di inerti che c’è stata negli anni.
Ovviamente tutto ciò va a influire anche sulla vita delle persone: Destra Volturno è un’area alla destra orografica del fiume, dove «vi è una densità abitativa elevata». Oltre al fatto che questa zona è particolarmente segnata da un crescente inquinamento e degrado ambientale, vive anche dei problemi strutturali importanti.
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La chiusura dell’analisi da parte del Rapporto SGI analizza anche le motivazioni politiche dietro la mancata risoluzione di queste problematiche: la grande frammentazione amministrativa e gestionale. Infatti, sono numerose le sovrapposizioni di competenze: Regione, Provincia, Comune, Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale, la Riserva Naturale, l’Ente e il Consorzio di Bonifica, l’Autorità Portuale, l’Anas, la Guardia Costiera, solo per citare i più rilevanti.
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