
Il caso del Ministro Gennaro Sangiuliano – Maria Rosaria Boccia è ai vertici delle discussioni in Italia: si tratta di futile gossip o di politica? Ecco il caso di fine estate spiegato punto per punto.
La vicenda parte dal 26 agosto, quando la dottoressa Boccia pubblica un post sul suo profilo Instagram. Si tratta di una foto con il Ministro della cultura e una dichiarazione della stessa Boccia: «Grazie al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano per la nomina a Consigliere del Ministro per i Grandi Eventi».
Ma chi è la presunta consigliera? Maria Rosaria Boccia, nata a Pompei, si definisce imprenditrice, laureata nel 2005 in Economia aziendale all’Università Parthenope e in Economia e management all’Università telematica Pegaso. Nella bio di Instagram scrive di essere la presidente della “FashionWeelMilanoModa”, un’azienda che sembra totalmente distante dalla famosa fashion week di Milano, tanto che la camera della moda ha inviato una diffida nei confronti di Boccia.
Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della moda italiana, ha infatti dichiarato: «Abbiamo inviato una diffida in quanto il marchio Milano Fashion Week è della Camera della moda da sempre e non può essere usato da nessun altro. Speriamo che presto scompaia quella dicitura dai social di questa signora».
Le polemiche dopo la presunta nomina di Boccia come consigliera sono tante, sia da parte della stampa che dell’opposizione, a causa della scarsa chiarezza del governo e dell’inadatto curriculum di Boccia per l’incarico. Pertanto, lo staff di Sangiuliano prontamente smentisce il post di Instagram e dichiara che «quella nomina non esiste e la dottoressa Boccia cerca di accreditarsi senza averne motivo». Tuttavia, sul profilo di Boccia le foto con Sangiuliano sono innumerevoli e, sia in TV che sui social, sembra essere sempre presente agli eventi del ministro.
Allora, la presunta consigliera risponde sia alla smentita del ministero che alle accuse delle testate giornalistiche affermando che la nomina non è ancora ufficiale per intoppi burocratici e varie complicazioni. Boccia sostiene che il decreto per la nomina era stato ormai firmato dal ministro e mancavano solo gli ultimi step per rendere la nomina ufficiale al 100%. Inoltre, specifica che l’accordo con il ministro era a titolo gratuito. O almeno così Dagospia e tutti gli altri giornali sostengono.
Boccia afferma che Dagospia, la nota rassegna stampa su politica, economia e società, abbia pubblicato uno screenshot di una storia Instagram falso. La storia citava: «Sono giorni che ricevo messaggi e telefonate inopportune. Tra me e il Ministro continuano ad esserci ottimi rapporti. Siamo legati dalla stessa tenacia che impieghiamo nel raggiungimento degli obiettivi, da una stima ed una lealtà lavorativa che appartiene a pochi e da un sano sentimento chiamato “bene” che resterà anche quando non avremo rapporti lavorativi. Ad oggi il Decreto di nomina a Consigliere del Ministro “Grandi Eventi” (a titolo gratuito) è stato firmato dal Ministro ed attendiamo la ratifica della nomina. Una volta ratificata il Ministro, poiché è un incarico fiduciario, può decidere in qualsiasi momento di revocarla e non penso debba interessare nessuno se non i diretti interessati. Basta attacchi inutili! Nell’epoca della giusta sensibilizzazione al body shaming, allo stalking mediatico e alla prevenzione dagli attacchi gratuiti lesivi della dignità e psico-stabilità di un individuo, penso sia il caso di smetterla con questo inutile accanimento. Vi ricordo, infine, che il Ministro ci rappresenta e lavora quotidianamente per noi. Ad oggi ha “portato a casa” risultati importanti, provate a pensare cosa potrebbe fare in una condizione di serenità. Basta attacchi gratuiti!»
Nella foto pubblicata non sono presenti ne foto profilo dell’account della dottoressa né tantomeno il suo tag. Tuttavia, Dagospia e tanti altri giornali, come il Fatto Quotidiano, Wired e SkyTG24 riportano tale notizia come vera.
Il ministero, però, continua imperterrito a negare a più riprese il coinvolgimento della dottoressa Boccia. In particolare, il capo ufficio stampa del ministero, Andrea Petrella, intervistato telefonicamente sul canale televisivo La7, nel programma “In Onda”, sostiene in primis che non esiste nessuna nomina denominata “Consigliere del Ministro per i Grandi Eventi” e, in secondo luogo, di non conoscere Maria Rosaria Boccia. Tuttavia, Boccia continua a smentire su Instagram e pubblica sia foto che mostrano l’incontro ravvicinato con Petrella e la supposta conoscenza. Di certo, Andrea Petrella conosceva la dottoressa Boccia e di certo era a conoscenza di una possibile nomina.
In data primo settembre, poi, mentre Dagospia bombarda il web di foto del ministro con Boccia che suggeriscono una relazione sentimentale, “La Stampa” interviene nella vicenda. La testata pubblica un articolo in cui si rivela che la dottoressa Boccia è stata coinvolta nell’organizzazione del G7 a Pompei. Secondo il giornale di Torino, il direttore del parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, ha incluso l’indirizzo di posta elettronica di Boccia nella e-mail organizzativa del G7 della cultura risalente al 5 giugno, dove si trattano temi delicati e di sicurezza internazionale. Tra i recapiti figurano il consigliere diplomatico Clemente Contestabile, il capo della segreteria del ministro, Narda Frisoni. e le responsabili delle strutture organizzative e di comunicazione del sito, Maria Antonella Brunetto e Sara Daietti e, appunto, Maria Rosaria Boccia. E poche ore dopo la Stampa, Dagospia pubblica gli screenshot della suddetta e-mail.
Dunque, in data 2 di settembre, l’intervento del Premier Meloni era diventato ormai inevitabile: nella serata al programma “4 di sera” commenta la vicenda (dal minuto 13:20 al minuto 14:20) tra i tantissimi argomenti dopo le vacanze estive. Meloni afferma che Sangiuliano le ha comunicato che era sua intenzione nominare la Boccia per un incarico di collaborazione non retribuito, ma che successivamente, dopo altre valutazioni, ha fatto un’altra scelta. Perciò, la prima informazione è che la nomina c’era, non è stata un’invenzione di Boccia e lo staff del ministro, compreso Petrella, ha mentito nella smentita. Meloni continua rassicurando che Boccia non ha avuto accesso a documenti riservati e non ha ricevuto in nessun modo soldi pubblici. Esaurisce l’argomento dicendo che il resto della storia è solo gossip. Un intervento, come analizza Patrick Facciolo, giornalista esperto di comunicazione, per nulla tranquillo, anzi pieno di segnali, come il frequente sguardo disperso o i continui “filler verbali”, di stress.
Di tutta risposta Boccia si fa sentire a gran voce e pubblica dopo poco su Instagram dei documenti oscurati che testimoniano la sua implicazione nei lavori del G7. In particolare, il primo si intitola “Riunione dei Ministri della Cultura del G7 – Napoli, 19-21 settembre 2024” e il secondo “Sessioni di lavoro (4 sessioni da 1 ora ciascuna)”. Quindi, Boccia è a conoscenza di informazioni riservate ed è in possesso di documenti di rilevanza internazionale?
La dottoressa Boccia dichiara di aver fatto parte alle riunioni operative, ai sopralluoghi e agli scambi di informazioni circa il G7. Inoltre, afferma di non aver pagato mai nulla, bensì tutte le spese erano a carico del ministero e coordinate dal capo della segreteria del ministero. Infine, con un ulteriore post, il 4 settembre prova una volta per tutte che la nomina esisteva:
La nomina, dunque, esiste. Resta da capire se i soldi del ministero sono stati spesi per la, ormai non più presunta, Consigliera.
Così, dopo un lungo colloquio con Meloni nella mattinata del 3 settembre, Sangiuliano finalmente ammette di aver dato indicazioni ai suoi uffici di avviare l’istruttoria per la nomina di Boccia a consigliera. Tuttavia, la mattina del giorno dopo dichiara: «Non capisco come si possano chiedere le mie dimissioni, non ho fatto nulla di male, né a livello giuridico, né a livello istituzionale». Nella stessa giornata il ministro ha presentato le sue dimissioni e il premier Meloni le ha respinte.
In un’edizione assolutamente senza precedenti del TG1, nella serata del 4 settembre, il direttore Chiocci ha intervistato per quasi 20 minuti il Ministro Sangiuliano. Lui sostiene che ci sia stata una relazione di amicizia e poi sentimentale con la dottoressa Boccia e che a causa di questa relazione sia stato costretto a ritirare la nomina. Inoltre, ribadisce che Boccia non è entrata in possesso di documenti riservati e che il ministero non ha speso nemmeno un euro per la mancata consigliera. A pagare per la dottoressa chi è stato? Sangiuliano sostiene che è stato lui di propria tasca. E chi paga Sangiuliano?
Siamo quasi alla conclusione: nella giornata del 5 settembre Boccia pubblica su Instagram uno sfogo, anticipatore della sua intervista a “La Stampa: «Durante questa vicenda, ho inizialmente mantenuto il silenzio stampa per rispetto delle istituzioni. Ho scelto di parlare solo quando il vaso delle menzogne era ormai colmo, limitandomi a contestare le falsità per difendere la verità. Oggi vengo accusata di essere una ricattatrice, ma in realtà non sono io ad aver creato il ricatto. Sono coloro che occupano i palazzi del potere ad esercitarlo. In questo contesto, il potere ha spinto il Ministro alle dimissioni per poi respingerle, all’interno di una strategia cinica volta a tenere in ostaggio la cultura italiana in un momento di visibilità internazionale. Non sono io a esercitare ricatti o pressioni; altri hanno sfruttato con mentalità meschina una vicenda umana che sta avendo ripercussioni dolorose su di me. Sto difendendo la mia dignità e il mio modo di essere donna. Sono stata ingannata, ma non permetterò che la mia storia venga strumentalizzata dal cinismo, dall’arroganza e dal capriccio di un potere tirannico. La stampa mi ha definita in molti modi: influencer, accompagnatrice, sartina, “una che si vuole accreditare”, millantatrice, la Anna Delvey della politica italiana, aspirante collaboratrice, consolatrice, badante, e “un amore culturale”».
Infine, nella serata del 5 settembre “La stampa” pubblica un’intervista-risposta di Boccia (in versione integrale uscita il 6 settembre), dai toni molto rispettosi. In questa intervista Boccia rinnega tutto ciò che Sangiuliano ha dichiarato al TG1 e afferma che a pagare le sue spese è stato il ministero, «come possono sottolineare ed evidenziare le e-mail che ho ricevuto dal Capo Segreteria che organizzava sempre tutti i viaggi», e che l’e-mail del 5 giugno del direttore di Pompei conteneva informazioni riservate circa il G7. Infine, sostiene che i veri ricattatori sono nei palazzi del potere: «Mi riferisco ad alcune persone che ricattano il ministro per delle agevolazioni che hanno avuto. Penso che il ministro sia sotto ricatto».
Dopo un ora dall’intervista, in una nota diffusa dal ministero si legge che Sangiuliano e i suoi legali stanno valutando un esposto presso la Procura della Repubblica per arginare il caso Boccia, ormai totalmente incontrollato.
Insomma, il ministro e il Premier sostengono fermamente che questo sia solo un caso di gossip, ma è davvero così? Come sostiene Giuliano Foschini su “La Repubblica”, questa vicenda non è gossip, bensì riguarda l’Italia e il funzionamento dei suoi organi democratici. Difatti, si tratta di una storia dove è stato pienamente dimostrato che un ministro delle Repubblica italiana ha mentito assieme al Premier Meloni. Dunque, questo non è gossip, ma l’ennesima testimonianza di una classe dirigente che non riesce ad essere trasparente con la propria popolazione.
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