
È dicembre e tutti cantano “A Natale Puoi…”. Ma a quanto pare, non si può ancora visitare il Cimitero delle Fontanelle. Nei mesi scorsi sono circolate molte notizie riguardanti l’apertura, data ormai per certa, dell’8 dicembre 2025. Ma il famoso sito non aprirà neanche il giorno dell’Immacolata Concezione. A confermarlo sono i dipendenti che gestiscono i lavori: “molto difficile”, “ci stiamo lavorando, ma è poco probabile che avvenga”. Visto dall’esterno, inclusa la Chiesa di Maria Santissima del Carmine alle Fontanelle, il cimitero sembra ancora un cantiere in corso. Eppure, ciò non ferma i turisti, che continuano ad accorrere, speranzosi di poter almeno intravederne l’ingresso.
Prima semplice cava di tufo, operò come cimitero dal 1656, anno della peste, fino al 1836, anno dell’epidemia di colera. Durante questi secoli ha ospitato vittime di epidemie e catastrofi naturali, così come abitanti dei ceti meno abbienti e, infine, ex ospiti di congreghe, confraternite e parrocchie precedentemente sepolti negli ossari delle chiese. Nel 1872, fu Don Gaetano Barbati, parroco della chiesa di Materdei, che decise di mettere in ordine i resti nella disposizione attuale. Infatti, egli li fece posizionare su tre navate diverse, chiamate “Navata degli appestati”, ”Navata dei pezzentelli” e “Navata dei preti”, dividendo gli scheletri secondo una logica di provenienza.
Date le peculiari, quanto tragiche, origini del camposanto, qui nasce il “Rito delle pezzentelle”. Esso prevedeva che un fedele adottasse un cranio di un’anima abbandonata (capuzzella), chiedendo in cambio fortuna e protezione. Gli unici “ospiti” non anonimi, e per questo conservati in una bara, sono Filippo Carafa Conte di Cerreto dei Duchi di Maddaloni e Donna Margherita Petrucci, nata Azzoni, morti rispettivamente nel 1797 e 1795. Il corpo di Donna Margherita Petrucci è mummificato e, curiosamente, il teschio ha la bocca spalancata. La leggenda vuole sia morta strozzandosi con uno gnocco.
Il Cimitero delle Fontanelle è chiuso dal 2020, in seguito ad un aggravamento dei problemi strutturali, quali infiltrazioni che lo ponevano a rischio di frane. Solo nel 2023 il progetto di restauro viene vinto, tramite un bando pubblico indetto dal Comune di Napoli, dalla Cooperativa sociale “La Paranza”, che già gestisce le catacombe di San Gennaro e le catacombe di San Gaudioso. Il progetto è parte di un piano di collaborazione tra pubblico e privato, e vi partecipano anche la “Curia per il culto” e la “Fondazione Comunità di San Gennaro”.
Il progetto di qualifica fa parte del piano G124, donato da Renzo Piano nel 2022, che coinvolge architetti under 35. Tra gli obiettivi, oltre la messa in sicurezza dal punto di vista idrogeologico, c’è da migliorare le strutture e gli impianti, installare un sistema di videosorveglianza, l’illuminazione a LED, rendendo finalmente il cimitero accessibile anche alle persone con disabilità. Infine, si sta cercando di riaprire anche una strada alternativa a quella lunga e tortuosa di Via Fontanelle.
Alla Cooperativa è stata garantita la possibilità di far pagare il biglietto, che sarà di 10 euro circa, a tutti i visitatori, ad eccezione dei residenti della III Municipalità di Napoli. La notizia ha generato delle polemiche, in quanto negherebbe ai cittadini napoletani la visita, che fino al 2020 era gratuita, di questo affascinante luogo. C’è chi, invece, considera l’ingresso a pagamento un male necessario per poter garantire la manutenzione e la copertura dei costi ordinari. Ancora oggi il cimitero sembra essere sospeso, in un limbo tra apertura e chiusura. Nessuna conferma e nessuna risposta. Ma quanto altro tempo dovrà trascorrere prima che cittadini, fedeli o semplicemente curiosi possano andare a visitare questo suggestivo ossario, commemorando defunti che ormai riposano da secoli?
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