
È il 2001 quando, in seguito alla revisione dell’art. 117 della Costituzione, alle Regioni Italiane viene data l’opportunità di intervenire nel settore dell’audiovisivo, il quale fino a quel momento era materia di competenza esclusiva dello Stato. Tra le iniziative promosse dalle Regioni vi è stata, fin da subito, la costituzione delle Film Commission: soggetti caratterizzati da natura giuridica eterogenea, il cui obiettivo è «fornire servizi alle produzioni audiovisive che scelgono il loro territorio come location», attraverso attività di «scouting sul territorio, facilitazioni relative all’ospitalità, assistenza nelle procedure burocratiche, contatto con i professionisti e con i fornitori presenti sul territorio». Dopo la prima Film Commission istituita, quella del Piemonte, altre Regioni hanno seguito il suo esempio; tra cui la Campania, nel 2004.
Resa operativa nel 2005, sin dai suoi albori si è posta l’obiettivo di promuovere la Regione come set ideale per la realizzazione di lungometraggi, cortometraggi, videoclip, documentari e qualunque forma di prodotto audiovisivo che possa, in modo diretto o indiretto, valorizzare la Campania. La Film Commission è una fondazione “in house”, che dal 2005 ha aiutato centinaia di produzioni – non solo locali, ma anche nazionali e soprattutto internazionali – a muoversi sul territorio campano, con servizi gratuiti volti all’abbattimento dei costi, alla semplificazione delle procedure burocratiche per l’ottenimento dei permessi, agevolazioni e altri.
Nel 2016, il 17 ottobre – poco meno d’un mese prima dell’approvazione della legge 220/16 – il Consiglio Regionale della Campania emana la Legge Regionale 30/2016, “Cinema Campania. Norme per il sostegno, la produzione, la valorizzazione e la fruizione della cultura cinematografica ed audiovisiva”.
La legge, che disciplina gli interventi della Regione nel settore dell’audiovisivo in ogni sua componente, tra i suoi obiettivi presenta: il sostegno allo sviluppo e alla produzione di opere cinematografiche e audiovisive realizzate nella Regione, «nella prospettiva di favorire la nascita e l’espansione di un distretto dell’industria cinematografica e audiovisiva»; il sostegno alla promozione della cultura cinematografica e audiovisiva, con festival, premi e rassegne; lo sviluppo dei percorsi di formazione in ambito cinematografico; il potenziamento del ruolo della FCRC; la realizzazione di interventi specifici per «favorire l’accesso e la fruizione dei disabili alle produzioni cinematografiche e audiovisive»; la promozione del cine-turismo; un maggior accesso alle «risorse dell’Unione Europea anche attraverso forme dirette di partecipazione»; la promozione del patrimonio materiale e immateriale della Campania, «con riferimento alle tradizioni popolari, religiose, di artigianato ed etnomusicologiche ampiamente diffuse sull’intero territorio regionale».
Nell’articolo 5, la Legge approva un Programma triennale di interventi, il quale, in coerenza con il Documento di Economia e Finanza Regionale, stabilisce gli obiettivi da perseguire, le risorse da utilizzare e la tipologia di interventi da effettuare. A esso si accompagna un Piano operativo annuale, da predisporre entro il 31 marzo di ciascun anno, il quale stabilisce: le tipologie di beneficiari; i criteri di concessione, erogazione e revoca dei contributi; le procedure, le modalità e la tempistica di attuazione degli interventi; le risorse; le modalità di rendicontazione.
Dopo aver posto l’attenzione sulla promozione della cultura cinematografica, sulle associazioni culturali e i cinecircoli, sui principi di localizzazione e sui compiti della FCRC, la legge, all’articolo 14, istituisce il Fondo regionale per l’attività cinematografica, gestito direttamente dalla Film Commission. Il Fondo, destinato non solo a produttori cinematografici ma anche ai distributori, ammonta attualmente a sei milioni di euro, con un incremento di un milione di euro nell’ultimo anno: il sintomo più evidente di un’attenzione sempre maggiore verso il cinema e il settore dell’audiovisivo.
Questo fa della Campania la regione con il fondo destinato al cinema e all’audiovisivo più alto d’Italia. Suddiviso in tre sezioni – opere audiovisive (sviluppo / pre-produzione e produzione), promozione della cultura cinematografica e sostegno all’esercizio -, mostra chiaramente come la Campania, più di chiunque altro, cerchi di sostenere i propri produttori cinematografici e di rendere la regione il set ideale per le storie che i registi, esordienti o professionisti che siano, hanno intenzione di raccontare.
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