
Il Comune di Caserta si inserisce in un contesto territoriale segnato da profonde criticità finanziarie. A delineare con precisione questa situazione è stata la Prefettura di Caserta nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul degrado delle città e delle periferie, in missione nei giorni scorsi tra Castel Volturno e il capoluogo.
*Caserta, Calvi Risorta, Cancello ed Arnone, Capodrise, Carinola, Castel Morrone, Dragoni, Frignano, Gioia Sannitica, Lusciano, Mondragone, Orta di Atella, Piedimonte Matese, Pietravairano, Prata Sannita, Roccaromana, San Felice a Cancello, Sant’Arpino, Tora e Piccilli, Valle di Maddaloni, Villa di Briano.
Per alcuni di questi, tra cui Caserta, Orta di Atella e Cancello ed Arnone, si tratta addirittura del secondo dissesto, segnale di una fragilità strutturale che si trascina nel tempo. A questi si aggiungono ulteriori 12 comuni che hanno fatto ricorso alla procedura di riequilibrio pluriennale, il cosiddetto pre-dissesto, confermando una situazione diffusa e radicata. Ricordiamo che il Comune di Caserta con delibera consiliare n.28 del 23/04/2018, ha dichiarato lo stato di dissesto finanziario dell’Ente.
Secondo quanto evidenziato nella relazione della Prefettura, una delle principali criticità riguarda la difficoltà cronica nell’approvazione dei bilanci di previsione e dei rendiconti di gestione entro i termini di legge. Ogni anno circa il 60% dei comuni viene diffidato per ritardi o inadempienze, con la conseguente nomina, in alcuni casi, di commissari ad acta. Un meccanismo che fotografa un sistema amministrativo in affanno e incapace di rispettare le scadenze fondamentali della gestione pubblica.
Le conseguenze di questa fragilità finanziaria sono concrete e incidono direttamente sulla vita dei cittadini: le difficoltà economiche si riflettono sulle assunzioni di personale e sulla qualità dei servizi, in particolare quelli sociali, che spesso i comuni “stentano ad assicurare”.
A questo quadro si aggiungono le osservazioni emerse durante l’audizione della commissaria straordinaria Daniela Caruso, che ha descritto una situazione interna al Comune di Caserta particolarmente critica. L’ente viene definito come “visibilmente trascurato nel suo scheletro organizzativo”, con una progressiva riduzione del personale avvenuta negli anni sotto una gestione politica giudicata poco attenta alla struttura amministrativa.
Caruso ha inoltre evidenziato come, a fronte di un organico teorico di circa 600 unità, vi siano all’attivo solo 120 impiegati. Una condizione che contribuisce a rendere ancora più fragile la macchina comunale.
Particolarmente forte è il giudizio espresso dalla commissaria, che parla di una situazione “scioccante” e di una sorta di “feudalesimo organizzativo”, sottolineando come il degrado amministrativo non sia casuale ma frutto di scelte protratte nel tempo. Secondo Caruso, il Comune sarebbe stato lasciato per anni in uno stato di sostanziale abbandono, con gravi ripercussioni sulla capacità di governo del territorio.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una crisi non solo finanziaria ma anche organizzativa e gestionale, che rende il caso di Caserta emblematico di difficoltà più ampie che interessano l’intero territorio provinciale.
* notizie della relazione della Prefettura e dell’audizione della Commissaria Caruso tratte da CasertaNews.
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