
Ieri c’è stato a Castel Volturno il consiglio comunale straordinario per dibattere del Cpr. Alla presenza di parlamentari ed eurodeputati, il sindaco Marrandino e l’intera maggioranza, guidata da Forza Italia, hanno detto “no” al Centro di detenzione da 43 milioni di euro.
“Non è competenza né del comune né della Regione. Il Governo ha scelto, noi oggi esprimiamo la nostra contrarietà ufficialmente e chiederemo un Piano per le emergenze di Castel Volturno”. Questa è la posizione emersa dalla maggioranza guidata dal sindaco. Ma davvero basta questo per esaurire il dibattito?
Prima di avventurarci nei vari interventi, vogliamo chiarire ai lettori proprio questo punto. La scelta del Governo di realizzare il primo Cpr della Campania a Castel Volturno non è dettata da alcuna emergenza o necessità: è una scelta squisitamente politica.
Nel comune “degli africani” il Governo fa un centro di detenzione per far passare un messaggio politico e finalizzare un’azione che ha fini elettorali. La Campania ha tanti ettari di terreno di proprietà del Demanio, moltissimi con meno vincoli de La Piana, eppure è stato scelto proprio il comune castellano.
È una scelta politica forte che avrebbe meritato una risposta politica altrettanto decisa, non condensata in un consiglio comunale ad un giorno dalla scadenza del bando per la realizzazione della struttura. Limitare il terreno dell’azione politica alle competenze è una mortificazione del valore dell’amministrazione comunale e della sua capacità di difendere l’interesse dei cittadini.
E invece la Giunta comunale è stata ” un po’ ” contraria, si è fermata alle competenze ufficiali e da Febbraio ha deciso di non intraprendere alcun azione politica contro questa scelta. La realtà è che tutti coloro che erano seduti ieri al consiglio comunale sapevano già tutto: il Cpr si farà.
E a poco valgono tutte le motivazioni espresse sulla contrarietà. Ieri si è consumata una strategia politica volta al consenso elettorale, non al bene di una comunità chiaramente contro quest’intervento. La strategia era dichiararsi contro a ridosso della scadenza del bando per “salvare la faccia“, ma non è emersa con la decisione politica che merita la questione.
Ed è un peccato, perché a risentirne sarà il territorio e chi guida l’amministrazione lo sa bene. Il Cpr si farà e la contrarietà, ambigua e debole, resterà nella cronaca storica di un territorio che sarà solo terra d’immigrazione emergenziale.
Ad emergere, oltremodo, è anche la spaccatura nel centrodestra già ben evidente, con Forza Italia che allarga la divisione con la compagine nel comune in cui trionfa il tema che più li unisce: l’immigrazione. L’assenza dei parlamentari di Fratelli d’Italia e Lega, sotto quest’aspetto, potrebbe essere indicativa di una rottura locale che le forze politiche vorrebbero far passare in sordina.
Cari lettori, nell’analisi in questione abbiamo voluto evidenziare l’essenza del dibattito perché il ruolo della stampa è guardare oltre la demagogia politica. Ecco perché è necessario sottolineare un altro punto della questione.
Il Cpr si farà, ma c’è una nota che unisce maggioranza ed opposizione: la richiesta di un Piano speciale per Castel Volturno, con un documento che il sindaco ieri ha accennato e che è stato redatto dall’ex assessore Parente (e di cui al momento non conosciamo il contenuto).
Al netto di ciò, c’è una domanda da porsi: il Ministro dell’Interno legittimerà l’attuale amministrazione a gestire un eventuale Piano straordinario? Il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, è plurindagato per vicende che vanno dalla corruzione al voto di scambio. Ancora non ha fornito alcuna risposta pubblica circa il passaggio di denaro avvenuto nel parcheggio di un bar tra lui e un tecnico appena incaricato proprio dalla sua amministrazione.
Dei segnali circa l’imbarazzo delle Istituzioni governative ad incontrare il sindaco c’è già stato. Nel consiglio comunale di ieri il sindaco ci ha attaccato perché abbiamo espresso dubbi sull’incontro in Ministero, tutto ciò perché saremmo schierati (con chi? ricevendo quali fondi? con che fatti a supporto?).
La realtà è che abbiamo voluto evidenziare un fatto semplicemente ambiguo: non c’è stata alcuna nota ufficiale, né da parte del comune né da parte del Ministero circa l’incontro. Il sindaco richiama spesso al valore istituzionale delle sue uscite, ma al momento di quell’incontro ci sono solo video social girati nel suo ufficio. Non vi sono foto ufficiali né foto col Ministro o suoi funzionari.
Con ciò non vogliamo affermare che l’incontro non vi sia stato, ma evidenziare un’azione ambigua. Perché non si è emersa alcuna ufficialità? Il Ministero è in imbarazzo a interloquire con un sindaco plurindagato?
E il ragionamento vien da sé. Se il Ministero ha tali riserve, come si può pensare che accorderà nell’imminente futuro ad un Piano gestito dal sindaco? Il peso politico del tavolo è seriamente messo in discussione dai procedimenti penali che investono il sindaco, che non ha ancora fornito alcuna spiegazione pubblica in consiglio comunale.
L’interesse di Castel Volturno rischia di essere danneggiato irreparabilmente, non solo dal Cpr, ma dalla debolezza politica che pretende un Piano di “ristoro” ma che non è garanzia di affidabilità per l’esecuzione del Piano stesso. Sempre ammesso che si discuterà di un’azione speciale, al momento siamo ancora nel campo delle ipotesi e i tempi sono strettissimi considerando le votazioni nazionali del prossimo anno.
Attenzione: non è opposizione come maldestramente ci rimprovera l’assessore Giulio Natale, ma è analisi fondata sui fatti. Da ciò che emerge dalla stampa e dalla Procura, non può essere trascurabile persino il rischio di un arresto preventivo del sindaco. Di certo si tratta di ipotesi e di certo la Procura farà le sue analisi, ma parliamo di numerosi procedimenti e di una conseguente fragilità politica che è chiarissima. E riguarderebbe il caso di qualsiasi sindaco, non solo Marrandino.
Pensare che tali analisi siano imputate solo alla stampa locale e non alle segreterie di partito o del Ministero è un errore grossolano. Ecco perché i dati incontrovertibili che emergono al seguito del consiglio comunale sono due: il Cpr si farà e a Castel Volturno c’è una classe politica assolutamente debole per affrontare le sfide che si intravedono.
Un terzo dato, già ben manifesto, è una situazione di emergenza sia sul profilo della criminalità che dei sussidi sociali. Situazioni che il sindaco ben conosce dato che ha ricoperto e ricopre ruoli chiave, sia in questa che nella passata amministrazione di cui è stato assessore all’ambiente e vicesindaco (fino al colpo di coda ai danni di Luigi Petrella).
La vittima di una politica debole sono i cittadini, il vero agnello sacrificale di una strategia elettorale di cui beneficeranno solo gli attori politici a discapito di un territorio. Lo avevamo scritto e lo ripetiamo: il futuro di Castel Volturno si è deciso a Roma e per l’ennesima volta la politica non è riuscita ad essere all’altezza delle grida che arrivano da una cittadinanza mortificata.
Se al netto di tutto ciò, il problema è la disinformazione che proviene da un organo di stampa indipendente, allora capiamo bene che lo scenario è drammatico.
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