
Il Napoli perde al Maradona la seconda partita consecutiva in cinque giorni e se contro il Real Madrid la sconfitta è stata accompagnata dagli applausi finali del pubblico per la prestazione all’altezza degli spagnoli, contro la Fiorentina, dopo il triplice fischio piovono fischi.
Tre sconfitte in dieci partite ufficiali e arrivano con avversari di livello come Lazio, Real e Fiorentina. Garcia perde nettamente la sfida con Italiano che – nonostante ha avuto a disposizione meno tempo per preparare la gara per l’impegno in Europa League – riesce ad incartare gli azzurri con marcature a uomo (Bonaventura su Zielinski e Arthur su Lobotka), un atteggiamento tattico propositivo con linea difensiva alta, pressing sui portatori e occupazione della metà campo avversaria con tanti uomini. Il goal della Fiorentina che spezza l’equilibrio durato soltanto sette minuti nasce proprio da una riconquista del pallone sulla trequarti del Napoli: Bonaventura cross dentro per Martinez Quarta che dalla difesa si immola in avanti, si inserisce tra Natan e Ostigard, colpisce il palo, sulla ribattuta arriva Brekalo diagonale rasoterra, Meret lascia sfilare il tiro sotto le gambe e poi in porta.
Il Napoli trova anche il gol del pari al 22′ ma il fuorigioco di Olivera annulla il tap in di Osimhen. Dopo dieci minuti si fa male Anguissa, costretto a lasciare il campo per un risentimento muscolare, e qui comincia la confusione. Garcia inserisce Raspadori al 32′ e si cambia modulo. Il 4-2-3-1 non sorprende la Fiorentina piuttosto sorprende il Napoli, chiamato a ridisegnarsi dopo soltanto mezz’ora di gioco. Gli uomini di Italiano tengono bene il campo, chiudono spazi e linee di passaggiom concedono poco. Il Napoli trova comunque il pareggio prima dell’intervallo, lo fa con un cross di – un ottimo – Natan che spedisce il pallone sul secondo palo, Parisi interviene maldestramente, Osimhen anticipa Terracciano che lo atterra, per La Penna è calcio di rigore. Sul dischetto questa volta ci va il bomber nigeriano che realizza e porta il punteggio sull’1-1.
La ripresa comincia con la Fiorentina in avanti. Ikoné colpisce un palo dopo una ripartenza pericolosa che sorprende la linea difensiva partenopea. Italiano dalla panchina chiede ai suoi di restare alti, il Napoli non sfonda e allora Garcia al 57′ opera un altro cambio: lascia il campo Politano – che non sembra essere d’accordo con l’allenatore – dentro Cajuste e Raspadori torna a fare l’ala destra.
Il Napoli reclama un calcio di rigore per un intervento scomposto di Martinez Quarta su Osimhen che non viene punito da La Penna, poi ha la grande occasione per portarsi in vantaggio ed arriva sull’unico errore di Kayode, il terzino viola sbaglia la rimessa laterale, Osimhen si fionda sul pallone, anticipa Milenkovic, corre verso Terracciano che però lo ipnotizza. E’ la sliding door della partita, al 63′ Arthur e Duncan combinano al limite dell’area, interviene Olivera ma la carambola favorisce Bonaventura che ha sul destro un’occasione troppo facile per mancare il bersaglio grosso. Garcia attende prima di cambiare ancora ma poi lo fa e stravolge completamente la squadra. Al 76′ fuori Osimhen, Lobotka e Zielinki, dentro Simeone, Gaetano e Lindstrom con Kvaratskhelia che resta in campo ma viene dirottato sulla fascia destra.
I cambi non producono l’effetto sperato, anzi. Il Napoli è impreciso, confusionario e più che vere occasioni da goal arriva dalle parti di Terracciano con le idee non chiare. Al 93′ il terzo goal della Fiorentina è la fotografia della partita. Ostigard si scontra con Nico Gonzalez che rimane a terra. Il difensore norvegese abbandona la posizione e si spinge in avanti, la Fiorentina riconquista il pallone e Bonaventura invece di metterla fuori, serve Parisi che corre libero da marcatura e serve proprio Nico Gonzalez che rialzatosi attacca la porta ed anticipa sia Natan sia Meret, sancendo il successo Viola definitivo.
Tre punti persi nella giornata in cui l’Inter inciampa con il Bologna. L’involuzione sul piano delle certezze è evidente, i dubbi aumentano e all’ottava giornata già non c’è più tempo per Garcia e per il Napoli. Dubbi e domande. Mario Rui – pedina fondamentale del gioco di Spalletti – è sparito dai radar, Politano è il terzo calciatore dopo Kvaratskhelia e Osimhen a lamentarsi del cambio, la posizione e l’impiego di Raspadori resta un mistero irrisolto. La sosta nazionali servirà per fare il punto su un inizio di stagione poco felice per i campioni d’Italia.
MERET 5
DI LORENZO 5.5
OSTIGARD 5.5
NATAN 6.5
OLIVERA 5
ANGUISSA 5.5 (32′ RASPADORI 5.5)
LOBOTKA 5.5 (77′ GAETANO 5)
ZIELINSKI 6 (77′ LINDSTROM 5.5)
POLITANO 6 (57′ CAJUSTE 5.5)
OSIMHEN 5.5 (77′ SIMEONE 5.5)
KVARATSKHELIA 5.5
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