
Da dove partire? Dalla fine, da ciò che in fin dei conti interessa di più: il sogno del Napoli continua. Il risultato di ieri sera, e per come è arrivato, spinge ancora di più l’entusiasmo verso l’alto, verso una vetta che alle altre squadre sembra, anzi è, irraggiungibile. Un Roma tosta, una squadra di Mourinho, ma a quattro dalla fine, il “Cholito si gira”, fa gol, porta in vantaggio il Napoli regalando alla città un’altra notte da ricordare.
Con riferimento alla realtà calcistica uruguaiana, in cui da decenni circola la locuzione garra charrúa che sta per ‘spirito combattivo tipico degli uruguaiani’. Il lettore perdonerà se si associa a questo termine, lo stesso fuoco degli occhi di Simeone dopo il gol del 2-1. In fondo Giovanni è Sudamericano, anzi Argentino e quindi a Napoli è ancora più simbolico. E’ lui a prendersi la copertina, certo c’è il gol spaziale di Osimhen, la sfida Spalletti-Mourinho, la Roma che non molla un colpo e regala battaglia fino all’ultimo secondo, ma se il Cholito non fa gol… però l’ha fatto, uno dei suoi: decisivo.
Il terzo, dopo il colpo di testa al 78′ contro il Milan che valse tre punti, dopo un altro stacco contro la Cremonese in trasferta che sbloccò un match difficile al 76′ e contro la Roma, firmando il 2-1 al minuto 86. Oltre all’esemplare professionalità e alla forza d’animo di questo ragazzo, l’abbraccio gioioso con Raspadori durante l’esultanza sottolinea – ancora una volta – che a Napoli lo spogliatoio rema tutto verso una sola direzione, e per scaramanzia non la scriviamo.
Nel calcio si è discusso e si continua a discutere anche dei più grandi. Che Mourinho sia uno degli allenatori più bravi e influenti dell’epoca moderna calcistica sembra essere fuori discussione. Al di là del discorso mediatico e dello “scontro” a distanza con l’amico fenomeno “Spallettone”, in campo lo Special One decide di non fare niente di diverso – considerando anche le caratteristiche dei suoi giocatori – di quanto fatto vedere dalle altre big che sono arrivate al Maradona.
E’ vero che Spalletti la vince con i cambi. Ma nella preparazione al match il tecnico partenopeo si porta già in vantaggio sfruttando un atteggiamento tattico annunciato da Mourinho. Aspettare e non giocare se non in ripartenza è un’idea tattica che contro il Napoli non funziona. Mourinho crea le coppie per “limitare” la qualità degli azzurri, ma quando permetti ai partenopei di manovrare con dieci uomini nella tua metà campo e di concedere spazio ai terzini di offendere, senza eccessive preoccupazioni in fase difensiva, prima o poi il gol, da una parte o dall’altra, arriva.
E’ evidente nell’azione del primo gol, quando la difesa giallorossa è mal posizionata: Mancini deve preoccuparsi di Kvara; Zelensky deve tenere d’occhio Mario Rui.
Mario Rui è in possesso, Zelensky ha alle spalle Kvara, ma condizionato dalla marcatura a uomo accorcia sul portoghese facendo un passo in avanti. Mario Rui in contro tempo gli mette palla alle spalle, nello spazio dove il georgiano ha libertà di crossare perché intanto Mancini è fuori posizione attirato dall’inserimento di Zielinski che crea “spazio” libero sulla sinistra. Il Napoli dunque sfrutta la qualità certo (vedi poi cosa inventa Osimhen) ma soprattutto lo spazio, creandolo e attaccandolo.
L’obiezione: tenere difesa e baricentro alto significherebbe concedere ancora più spazio per gli inserimenti dei tre velocisti partenopei. Vero, ma – con le marcature preventive – è un rischio che bisogna considerare. Giocare contro il Napoli è complicato per tutti, ma giocare rimane l’unica soluzione per non perdere in partenza ed infatti con il cambio El Shaarawy per Spinazzola la Roma mette in difficoltà Di Lorenzo e la fascia destra del Napoli, arrivando anche al gol del pari proprio con il faraone.
Il Napoli qualcosa rischia, soprattutto nel primo tempo e lo fa creandosi problemi da solo con uscite palla al piede coraggiose. Prima del gol di Osimhen, Kim per anticipare Abraham per poco non beffa Meret e la palla termina di poco vicino al palo. I giallorossi quando riescono ad innescare Dybala e Pellegrini costruiscono azioni da gol, il duo di qualità a disposizione di Mourinho al 37′ crea una doppia occasione, poi in pieno recupero è Spinazzola di controbalzo ad impegnare Meret, ma il portiere con un riflesso mantiene il vantaggio per gli azzurri.
Nella ripresa l’ingresso di El Shaarawy è la mossa di Mourinho per aumentare il peso offensivo. La Roma di fatto si rende più volte pericolosa – anche sull’altra fascia con una conclusione di Zalewski – ma il Napoli a campo aperto è micidiale e per una questione di centimetri non raddoppia: prima con Kvara, il georgiano servito da Lozano sul dischetto del rigore fa un tocco di troppo mancando il momento per battere a rete, poi proprio con l’esterno messicano, che in contropiede decide di non servire i compagni, mettersi in proprio, e trovare solo Rui Patricio tra il suo tiro e il raddoppio.
Il risultato resta in bilico. La Roma è brava a restare in partita e al 75′ ha il merito di trovare il pareggio con l’inserimento di El Shaarawy: il faraone raccoglie un cross da destra di Pellegrini e beffa prima Lozano, in ritardo nella copertura, poi Meret sul suo palo. Ma un minuto dopo il gol subito, Spalletti decide per il doppio cambio: fuori Lozano e Osimhen dentro Raspadori e Simeone e la scelta paga.
Gli unici colpi tra napoletani e romanisti che si possono vedere sono quelli in campo e permessi dal regolamento. Una partita dura, combattuta, ad alta intensità che regala emozioni: il bello del calcio.
Nel finale è bagarre, la Roma non vuole perdere, Napoli e il Maradona vogliono vincere e alla fine gli azzurri portano a casa una vittoria fondamentale che proietta i partenopei nella stratosfera, in considerazione anche della sconfitta del Milan contro il Sassuolo.
La gioia sulle tribune (prima e dopo della partita) e la stessa di Osimhen al gol dell’amico Simeone, entrato al suo posto e che lancia cuore e pallone oltre l’ostacolo. Il Napoli e Napoli sono dinamite carica pronta ad esplodere e l’artificiere si chiama Luciano Spalletti. Il tecnico toscano non sbaglia un colpo, in conferenza e in panchina. Davanti c’è un girone di ritorno da giocare e nel calcio esiste solo il tempo presente che recita +13 sulla seconda.
Meret 5.5
Di Lorenzo 6
Rrahmani 6
Kim 6.5 (69′ Olivera 6)
Mario Rui 6.5
Anguissa 6.5
Lobotka 6.5
Zielinski 6.5 (92′ Ndombele s.v.)
Lozano 6 (76′ Raspadori 6)
Osimhen 7.5 (76′ Simeone 7.5)
Kvaratskhelia 6 (69′ Elmas 6)
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...