
Il decreto fiscale 2025 diventa legge. La decisione effettiva arriva dall’aula della Camera: 151 i sì, 111 i no e 4 gli astenuti. Un percorso iniziato la primavera scorsa con l’esame preliminare in Cdm il 30 aprile. Oggi la nuova normativa, che include una serie di misure, ha suscitato reazioni miste, ma porta con sé cambiamenti significativi: dal tanto atteso Bonus Natale alle opportunità per le imprese attraverso il concordato riaperto, ossia il provvedimento si propone di rilanciare la spesa e incentivare la ripresa. Ecco un’analisi delle principali disposizioni.
Una delle novità più attese del decreto fiscale è il Bonus Natale (da 100 euro erogato insieme alla tredicesima), un aiuto economico per le famiglie a basso reddito. Questa misura prevede un contributo per supportare il potere d’acquisto durante le festività, un momento in cui le spese familiari aumentano considerevolmente. A ricevere il bonus saranno 4,5 milioni di lavoratori dipendenti con redditi fino a 28 mila euro e almeno un figlio a carico (riconosciuto, adottivo o affidato).
Il Decreto fiscale introduce la riapertura del concordato preventivo. E quindi, vengono riaperti i termini del concordato preventivo biennale per le partite Iva: i contribuenti hanno tempo fino al 12 dicembre per aderire al patto con il fisco. Consente per due anni di pagare le tasse sulla base di una proposta formulata dall’Agenzia delle Entrate, coerente con i parametri contenuti nelle banche dati a disposizione dell’amministrazione finanziaria e i redditi dichiarati dal contribuente. Inoltre, sono esclusi i soggetti con regime forfetario. Con le risorse reperite il governo intenderebbe tagliare le tasse al ceto medio abbassando dal 35% al 33% l’aliquota del secondo scaglione Irpef.
Il Decreto legge non si limita ai due interventi già citati, ma include anche altre misure come per esempio la definizione agevolata delle cartelle esattoriali che prevede un’ulteriore semplificazione per la regolarizzazione delle posizioni fiscali, permettendo ai contribuenti di estinguere i propri debiti con una riduzione delle sanzioni e degli interessi. Inoltre, arriva anche il rinvio (con rateizzazione), proposto dalla Lega e riformulato dal governo, dell’acconto delle imposte per le partite Iva con ricavi fino a 170mila euro. Quindi, si potrà pagare in un’unica soluzione il 16 gennaio o anche in 5 rate tra gennaio e maggio 2025. La proposta iniziale punta al rinvio anche del versamento per contributi assistenziali e previdenziali.
Arrivano fondi per 343 milioni alla società Autostrade dello Stato, la spa pubblica che gestisce le autostrade statali in concessione. Inoltre, Il Canone Rai, inoltre, resta fissato a 90 euro dopo che un emendamento per ridurlo a 70 proposto dalla Lega, è stato respinto.
Al Senato è arrivato anche il via libera all’emendamento di Fratelli d’Italia, sottoscritto anche dal Pd, sul payback farmaceutico. L’obiettivo è una sorta di riequilibrio tra le Regioni. L’emendamento prevede che nella definizione delle quote spettanti alle Regioni da parte delle aziende come contributo allo sforamento del tetto di spesa farmaceutica, l’Aifa tenga conto non più del solo criterio “pro-capite”, ossia del numero di abitati, ma anche dei “rispettivi superamenti dei tetti di spesa”, redistribuendo gli importi alle Regioni.
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