
L’Antartide, circostante il Polo Sud, è un continente completamente ricoperto dalla calotta glaciale antartica. Con i suoi 14 milioni di km² di estensione, rappresenta la più grande riserva di acqua allo stato solido nella terra.
Ma forse, ciò che ignoriamo è che proprio partendo da questo dato, è facile immaginare cosa potrebbe accadere se l’Antartide fosse “spogliata” della sua calotta. I dati riportano infatti che, “se non fosse per la presenza del ghiaccio, l’acqua sommergerebbe gran parte dell’Antartide occidentale e una discreta percentuale dell’Antartide orientale. Qui si sta ipotizzando che il ghiaccio scompaia del tutto, non che si sciolga, il che comporterebbe l’innalzamento del livello del mare con conseguente ulteriore sommersione della terraferma antartica”. (fonte Wikipedia ndr)
Eppure la paura è che tutte queste ipotesi non restino tali e che anzi, siano invece destinate a concretizzarsi. A lanciare l’allarme è lo studio condotto da Kaitlin Naughten, ricercatrice del British Antarctic Survey di Cambridge. Lo studio condotto dalla dottoressa Naughten e pubblicato all’interno del Nature Climate Change vuole infatti dimostrare come l’aumento progressivo dello scioglimento delle piattaforme di ghiaccio potrebbe non arrestarsi ma anzi peggiorare senza un costante e tempestivo intervento. Attraverso un modello oceanico regionale che pone alla base dello studio le interazioni tra ghiaccio e mare, i ricercatori hanno verificato il potenziale impatto che i cambiamenti climatici potrebbero causare nell’area.
Proprio a causa di questi ultimi infatti, ciò che si sta verificando è un graduale e progressivo riscaldamento degli oceani con un conseguente scioglimento di suddette piattaforme. Non a caso poco tempo fa, uno studio condotto dall’Esa mostrò quando le temperature influenzino anche la velocità con cui questo fenomeno si verifica. Dimostrato come in estate i ghiacci della penisola Antartica si spostino verso il mare con una velocità che aumenta ben del 22%, lo studioso Ben Wallis ha posto dunque l’attenzione su «quanto i ghiacciai in Antartide siano sensibili all’ambiente».
Ecco, pensiamo a come potrebbe tragicamente evolvere la situazione nell’ottica di un clima che si fa sempre più caldo a causa dell’inquinamento ambientale che come prima conseguenza ha proprio il riscaldamento globale. Visto il pessimistico scenario, i ricercatori di Cambridge hanno concluso lo studio con un monito a tutte le comunità mondiali su quanto sia fondamentale un intervento pronto affermando che: «poiché la calotta glaciale impiegherà secoli o millenni per rispondere del tutto ai cambiamenti climatici, l’impegno per la riduzione delle emissioni potrebbe avere un impatto maggiore in un futuro più lontano, oltre il ventunesimo secolo».
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