
Sono trascorsi poco più di due mesi dalla vittoria del quarto scudetto del Napoli, ma l’entusiasmo in città è ancora tanto, destinato a rimanere tale almeno fino agli inizi della prossima stagione calcistica. Lo sa bene Silvia De Martino, giornalista di Informare e speaker di Radio CRC, che ha raccolto tutte le emozioni vissute dal capoluogo partenopeo durante il cammino che ha decretato ancora una volta il Napoli come campione d’Italia. Lo ha fatto ne “Il Diario di un sogno azzurro”, il primo libro firmato dalla giornalista.

«La rubrica del Diario Azzurro su “Napolità” è nata con l’intento di raccontare un percorso, indipendentemente da quale fosse la sua destinazione. Un cammino fatto di duro lavoro – questo è stato chiaro fin dalla prima conferenza stampa di Antonio Conte con l’iconico “Amma Faticà” –, di coesione, impegno, ma anche e soprattutto, dal mio punto di vista, di emozioni. Sensazioni collettive che hanno preso forma in maniera sempre più intensa con lo scorrere dei giorni, delle partite e metaforicamente delle pagine del Diario. Non mi sono mai spinta in termini di proiezioni future ai nastri di partenza: la volontà era piuttosto quella di congelare ogni evoluzione, soffermandomi più sul presente che su un eventuale epilogo da sogno. Lo scudetto del Napoli è stato frutto di un percorso: un piede dopo l’altro, da un work in progress ad un finale da batticuore».
«Il sogno di scrivere un libro in me c’è sempre stato e per questo dubito che il primo sia anche l’ultimo. Nello specifico, l’idea di trasformare tutto in un libro è sorta quasi spontanea con il proseguire del campionato e la possibilità sempre più concreta di trasformare questa stagione in un titolo da incorniciare. Non è stata solo la possibilità dello scudetto, però, a far scattare in me la “scintilla”. Con il passare dei mesi ha preso forma una volontà ben precisa, attraverso le emozioni che cercavo di trasformare in parole, che vedevo negli occhi delle persone che ho incontrato o che percepivo nelle parole di chi ho ascoltato. C’è un fil rouge che quasi spontaneamente ha dato un senso a quanto stessi scrivendo: le emozioni collettive, condivise in modo del tutto naturale. Una passione che azzera le difficoltà comunicative intergenerazionali ed anzi rafforza l’unione sulla scorta dei ricordi: una tradizione che lega le persone, senza differenza tra di loro, e parla ad un popolo e ad una città».
«Il libro si conclude con un racconto breve: una storia immaginaria che insiste proprio sui concetti di cui sopra. Una figlia, un padre ed un nonno: distanti per età, uniti dall’amore familiare e complici nell’intesa con un rituale sportivo che li pone in connessione. Tre figure espressione di tre generazioni diverse, che trovano però in questo calcio tinto d’azzurro una comunicazione diretta e naturale, affidata alle emozioni e ai ricordi. È la conclusione di tutto il percorso che prende vita nello scorrere delle pagine, sulla scia di un legame silenzioso e potente che caratterizza il vissuto e diventa tradizione da tramandare».
«Spero che questo libro possa rievocare in ogni tifoso del Napoli le emozioni vissute passo dopo passo nella conquista di questo quarto scudetto e non solo. Vorrei che parlasse a tutti coloro che vivono lo sport, cercando in esso qualcosa che vada oltre il risultato: un legame emotivo, un’identità, un’appartenenza ed anche ricordi condivisi».
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