
L’attuale Governo Meloni, dopo le spinte da parte dell’Unione Europea, presenta il disegno di legge per arginare i possibili pericoli causati dall’ IA.
Il provvedimento presentato da Palazzo Chigi declina il regolamento europeo AI Act, normativa che tra l’altro abbiamo già avuto modo di approfondire in tutte le sue non poche problematicità. Il disegno di legge presentato il 23 aprile 2024 è suddiviso in 25 articoli, le norme sono articolate in vari spazi.
In ambito sanitario si è pensato di dare largo spazio all’AI lasciando però impregiudicata la spettanza della decisione alla professione medica, cosa molto simile avviene anche in ambito giudiziario dove viene accettata, quasi promossa, “l’individuazione di orientamenti interpretativi”, per fortuna però, la decisione ultima è riservata al magistrato. Inoltre, viene chiarito che l’ambito di competenza che in maniera giudiziaria si occuperà dei funzionamenti dei sistemi di IA sarà il tribunale civile.
A parlare in questi termini dell’IA ci sembrerebbe quasi che essa possa risolvere i lunghissimi tempi d’attesa e gli intoppi che si creano in questi due ambiti, ma l’IA per com’è ad oggi programmata e concepita porta con sé, all’interno dei suoi algoritmi, tutte quelle problematicità, come il razzismo ed il sessismo, ancora presenti nella nostra società. Allora dobbiamo fare attenzione quando parliamo di IA come amica che ci aiuta a risolvere i problemi a che tipo di IA ci stiamo rivolgendo. Argomento per nulla preso in considerazione all’interno di tutto il D.D.L o meglio la problematicità viene citata, alla prima norma sul lavoro, ma in modo confusionario, generico e del tutto fraintendibile.
In questi due giorni si è parlato molto della sezione Disciplina Penale sul disegno di legge presentato, in cui riscontriamo più punti critici.
Il primo riguarda la pena a chi provi ad alterare i risultati elettorali, in cui da una parte notiamo l’apparente difesa della nostra democrazia, dall’altra ancora una volta una inadatta generalità “un’ulteriore aggravante è prevista per chi, attraverso la diffusione di prodotti dell’IA, prova ad alterare i risultati delle competizioni elettorali” per diffusione di prodotti dell’IA i benpensanti tra noi avranno sicuramente pensato a tutti quei sistemi volti ad alterare il conteggio dei voti.
Tuttavia ci sono dei malpensanti, che condivido, a cui risuona abbastanza intimidatoria l’espressione diffusione di prodotti dell’IA, soprattutto alla luce della questione della censura che ha coinvolto e continua a coinvolgere la Premier, in cosa siamo quindi limitati? Poi parliamo di diffusione di prodotti che provano ad alterare i risultati delle competizioni elettorali, in questa dicitura così generica viene sottinteso che non potrà essere usato come mezzo di propaganda? Se così fosse fratelli d’Italia smetterà di usare l’IA come mezzo di propaganda?
Il secondo punto critico è certamente più discusso del primo, infatti il D.D.L recita “si punisce l’illecita diffusione di contenuti generati o manipolati con sistemi di intelligenza artificiale, atti a indurre in inganno sulla loro genuinità, con la pena da uno a cinque anni di reclusione se dal fatto deriva un danno ingiusto” riguardo ciò la contestazione nasceva sulla severità della pena. A tal proposito il ministro della Giustizia Carlo Nordio in conferenza stampa dice «l’aspetto penale può essere devastante perché può creare una realtà che non è più virtuale ma reale» e poi aggiunge «per questo interviene la norma penale». Insomma, ancora una volta c’è confusione.
La Premier Giorgia Meloni ha promesso da circa un mese che avrebbe investito un miliardo di euro nel settore dell’intelligenza artificiale, nella cybersicurezza e nel quantum computing. Come sappiamo la nostra Premier non è solita mantenere le promesse che fa, ma questa volta ci sorprende. Possiamo notare come alla quarta norma della sezione strategia nazionale autorità nazionali ed azioni di promozione sia chiaramente dichiarato che la spesa ammonterà ad un miliardo di euro.
Tuttavia questo fumo che si vuol mandare nell’occhio del popolo non disturba i più attenti, a cui sarà ben chiaro che questa è una classica ed abile mossa di distrazione. Conviene dunque ricordare che il Governo Meloni nel suo bilancio ha tagliato fondi alle scuole, non ha investito sulla sanità ed ha speso una bella fetta di denari in armi, alcune di queste spedite ad Israele rendendosi complice del massacro in atto.
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