
Il DL Sicurezza continua a fare parlare di sé dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 12 aprile 2025. Oltre alle dichiarazioni dell’ONU, anche più di 200 giuristi delle Università italiane lanciano un appello, definendo questo nuovo decreto-legge “incostituzionale”. Di questi nuovi 39 reati, alcuni presentano una “pericolosità estrema, poiché sono numerosi i principi costituzionali che appaiono compromessi”. Pericolosità data anche dall’aumentare le sanzioni penali e di introdurre nuove aggravanti per evitare che si commettano reati. Oltre a non essere presente una reale urgenza, fondamento irreale su cui si è basata l’approvazione del DL Sicurezza, alcune di queste aggravanti appaiono insensate.
Il DL sicurezza introduce, con l’articolo 11, nuove categorie di aggravanti, ma alcune di queste appaiono non necessarie. Un esempio è l’introduzione di circostanze aggravanti comuni per i reati commessi all’interno o nelle immediate vicinanze di stazioni ferroviarie e metropolitane; nelle aree interne o immediate vicinanze di infrastrutture ferroviarie, aeroportuali, marittime o adibite al trasporto pubblico. Queste aggravanti sono state inserite nel DL Sicurezza per tutelare i cittadini che usufruiscono dei mezzi di trasporto, il che è comprensibile. Anche se sembra già implicito che, chi commette furti o molestie verbali o fisiche, debba essere punito e che queste circostanze non cambiano di molto la gravità del reato commesso; queste non hanno un fondamento di pericolosità diverso rispetto ad altri luoghi pubblici. Questo non le rende necessarie, rispetto ad altre aggravanti per comportamenti razzisti e omofobi. Aggravanti che, anche se introdotte nella costituzione, in alcune “circostanze” si fa ancora fatica ad accettare culturalmente.
Sono state introdotte alcune disposizioni urgenti in materia di tutela del personale in servizio, come agenti di polizia e militari. Nel DL Sicurezza è stata introdotta un’aggravante per lesioni, minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Aggravante utile soprattutto durante le manifestazioni, limitate ancora di più insieme alla voce dei cittadini. Inoltre, gli agenti di polizia hanno la possibilità di detenere un’arma al di fuori dell’orario di servizio; sono previste anche delle bodycam per gli agenti di polizia. Insomma, si è dato più potere ai pubblici ufficiali. Sono state introdotte delle aggravanti anche riguardo le carceri e i centri per i migranti. Queste puniscono chi organizza, promuove o partecipa a rivolte, anche se non sono presenti atti di violenza ed evasione e si attua una resistenza passiva. Non è possibile paragonare un carcere con un centro per migranti, poiché sono due situazioni con un peso e una modalità di organizzazione differenti. L’unico aspetto simile dovrebbe essere l’umanità con cui si trattano le persone al loro interno e che, dopo questo DL Sicurezza, scarseggia ancora di più. Secondo questo DL puoi essere anche calpestato, metaforicamente od oggettivamente, l’importante è che non si comprometta l’ordine e che non si parli troppo.
“C’era la necessità di attuare questo DL per tutelare i cittadini” afferma il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ma questa è una forma di tutela data dall’oppressione. Se realmente si esige una maggiore sicurezza non è utile incutere timore, ma si esige un cambiamento a livello culturale ed educativo. Questo cambiamento deve partire dal Governo, che ancora non è in grado di riconoscere le fonti di molti dei problemi che possiede l’Italia; che risolve i problemi una volta insorti, non essendo capace ancora di prevenirli se non con la forza.
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