
Sono allarmanti i dati emersi dalla Relazione Annuale 2024 del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale che evidenziano le condizioni drammatiche in cui vivono i detenuti e in cui versano le carceri campane. È in crescita il numero dei suicidi all’interno delle strutture penitenziarie, anche tra i minorenni.
In Campania il tasso di sovraffollamento risulta essere del 134,5%: sono, infatti, rinchiusi 7.509 detenuti su 5.584 posti disponibili costretti a vivere in celle che possono ospitare in molti casi un numero esiguo di reclusi ma che nella realtà dei fatti vedono la saturazione degli spazi. All’interno delle celle la qualità della vita è precaria e non sono rari i momenti di tensione tra i detenuti, molte volte di nazionalità diverse, e gli scontri con il personale penitenziario. Il rapporto numerico fra detenuti e agenti è sempre più sbilanciato e vede il personale gestire più detenuti di quanto è previsto per legge, in particolare negli istituti campani di Poggioreale, Benevento e Salerno.
Nel documento è emerso che nel 2024 il numero di suicidi all’interno dei penitenziari è stato il più alto degli ultimi 30 anni. Sono infatti 90 i suicidi avvenuti in Italia, 214 i tentativi di suicidio, 1.080 gli atti di autolesionismo e 629 le aggressioni tra detenuti: dietro a questi numeri ci sono numerosi stranieri e persone che vivono al di sotto della soglia di povertà che nel tempo sono stati abbandonati dalle istituzioni, anche in seguito alla condanna che in determinati casi non prevede il reinserimento post-pena.
Drammatici i dati sul numero dei minorenni che commettono crimini. Il decreto Caivano ha portato ad un aumento del 30% di minorenni negli Ipm, ben 99 in Campania e 278 presi in carico. I reati principali sono rapine, furti, lesioni e omicidi volontari, quasi triplicati rispetto al 2023.
La situazione negli ultimi anni ha subito quindi un peggioramento, raccontato anche dalla cronaca degli ultimi mesi che ha dato rilevanza nazionale al problema dei reati minorili in Campania.
Negli ultimi tempi si sono susseguiti omicidi di minorenni per mano di coetanei che hanno acceso solo momentaneamente i riflettori mediatici sul degrado in cui vivono i giovani campani.
In seguito al dramma degli eventi si susseguono sistematicamente manifestazioni, visite di ministri e del Presidente del Consiglio, fiaccolate e processioni per ricordare le giovani vittime e gridare con veemenza che è necessario aumentare le pene, anche per i minori. Come si è visto nel tempo, l’aumento delle pene ha alcun effetto deterrente sulla commissione di reati. Risultano invece necessari degli interventi mirati e continui nel tempo sui territori, che riescano a prevenire l’abbandono da parte delle Istituzioni, garantendo un futuro di legalità a bambini ed adolescenti.
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