
«Ci son cascato di nuovo» diceva Achille Lauro in “Me ne frego”, canzone che fece scalpore al Festival di Sanremo 2020, e mai frase fu più adatta per descrivere l’ennesima macchia che va a spargersi sul Comune di Mondragone. Di errori scaturiti dalla mancanza d’attenzione o dall’ignoranza ve ne sono stati tanti – troppi per un’amministrazione comunale – e l’ultimo non è da meno. Il 29 agosto 2024, nel corso di un’adunanza pubblica, la Corte dei Conti ha bocciato il Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale che il Comune di Mondragone aveva adottato, con delibera del Consiglio comunale n.34 del 10 novembre 2022. Le motivazioni, all’epoca, non erano ancora state rivelate.
Secondo l’art. 243 bis del TUEL, “I comuni e le province per i quali, anche in considerazione delle pronunce delle competenti sezioni regionali della Corte dei Conti sui bilanci degli enti, sussistano squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario, nel caso in cui le misure di cui agli articoli 193 e 194 non siano sufficienti a superare le condizioni di squilibrio rilevate, possono ricorrere, con deliberazione consiliare alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dal presente articolo”. Si tratta di una procedura, questa, che si inserisce in un sistema in cui sono prefigurate le situazioni di precarietà delle gestioni amministrative e, contestualmente, i rimedi per farvi fronte. È dunque un utile rimedio, laddove ne sussistano le condizioni, per scongiurare la più grave situazione di dissesto e tutte le sue naturali conseguenze.
La procedura, nel caso del Comune di Mondragone, è stata bocciata sin dal principio, non arrivando nemmeno alla fase in cui si sarebbero dovuti effettuare i controlli sulla regolarità della gestione e sulle varie fasi del procedimento di risanamento.
La Corte dei Conti, nel corso dell’esame del piano, aveva ascoltato l’organo di revisione contabile dell’Ente e il Responsabile del servizio finanziario del Comune che lo aveva predisposto: quest’ultimo, peraltro, aveva ricevuto i complimenti del sindaco, in seduta di Consiglio comunale, per la realizzazione del piano di riequilibrio che è stato stroncato ancor prima di compiere un solo passo. Tra le tante motivazioni della bocciatura, elencate nelle 120 pagine trasmesse all’Amministrazione comunale, vi è “la non correttezza dell’operato dell’Ente e la non corretta rideterminazione del disavanzo di amministrazione 2021”. Come si legge: “Sostanzialmente, anche dai chiarimenti forniti in sede di audizione orale e di successiva risposta, emerge che le ulteriori passività pari ad euro 1.652.469.25 sono relative alla gestione 2022 per le quali l’ente ha effettuato variazioni al bilancio di previsione 2022-2024 in squilibrio, ossia in assenza delle corrispondenti entrate, e ha proceduto al relativo impegno”.
Inoltre, la Corte sottolinea come gli impegni assunti in assenza di copertura finanziaria risultino in violazione dell’art. 183 comma 1 del TUEL, rappresentando una gravissima violazione contabile. Quest’errata quantificazione della massa passiva non confermerebbe, secondo i giudici della Corte, la durata ventennale prevista nel piano approvato dall’Ente; determinerebbe, invece, una durata di quindici anni. Un altro elemento sostanziale è il ricorso alle anticipazioni di tesoreria fatte nel triennio 2019-2021, che non risultavano interamente restituite al termine del relativo esercizio. Inoltre, è stata evidenziata dalla Corte la bassa capacità di riscossione dell’Ente e una non corretta indicazione dei residui attivi. Il Comune di Mondragone dimostra per l’ennesima volta di non saper mettere in campo una programmazione seria, che possa consentire di gestire correttamente la res pubblica sia nell’ordinario che nello straordinario.
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