
Il fiume non è come il mare. Al fiume nessuno ci va, o almeno nessuno ci va più. Il fiume è da sempre più riservato, introverso forse propri perché non ci si reca nessuno, o perché lo si deve cercare negli scorci, sulle sue rive imboscate dalla flora. Il Volturno non fa eccezione, passando tra le province di Caserta e Benevento, partendo dal Molise e sfociando a Castel Volturno, ci si ricorda di lui solo quando si gonfia e diventa pericoloso, allagando qui e lì.
Ma questo corso d’acqua impetuoso è stato di più ed è di più per tantissime delle comunità che abbraccia lungo il suo corso, ed a catturare questo aspetto è stata Barbara Rossi Prudente, sceneggiatrice e regista della provincia di Caserta. Barbara è riuscita a catturare nel suo docufilm “Le vie dell’acqua” l’essenza del fiume non soltanto grazie ai panorami mozzafiato che questo offre, ma soprattutto grazie ad alcuni characters che sul fiume ci sono cresciuti.
Narrare la storia di Capua, di questo territorio così pregno di storia costruita proprio grazie a questo corso d’acqua che in passato rappresentava pericolo, è uno dei temi centrali di questo docu-film. Una scelta fatta, come ci dice Barbara: «non soltanto per ragioni di regia e scrittura, ma anche perché Capua è proprio il simbolo di città di fiume. Spesso i suoi cittadini sono stati messi alla prova dalle sue fasi di piena ma il rapporto che c‘è fra la popolazione e quest’ultimo è davvero forte.
Questo valeva nel passato come oggi, e non solo per Capua potremmo dire. Infatti uno dei punti cardine discussi in sala è stato il “contratto di fiume”, una normativa giovane almeno per l’Italia che tende a tutelare e regolare non solo i fiumi ed i centri urbani che vi sorgono in prossimità, ma anche la cultura, l’economia, la biodiversità, la salubrità e la cura dei territori ad essi adiacenti. Questa normativa potrà essere un vero toccasana per fiumi come il Volturno, troppo spesso vittime di incurie, saccheggi ed inquinamenti da parte sia di frange degli stessi cittadini sia di organizzazioni criminali. Infatti non c‘è solo il bello come ci ricorda la regista: «Sono note le brutte storie sul Volturno, noi abbiamo cercato di raccontare soprattutto il buono, attraverso gli occhi di chi lo ama invece che abusarne».
Nelle parole di Barbara riecheggiano momenti come il saccheggio della sua sabbia oltre che di centinaia di metri di riva durante la costruzione del Villaggio Coppola, oramai deserto, o ancora tutte le aziende che abusivamente usavano il fiume come personale discarica gratuita per rifiuti chimici o pericolosi. Ecco tutto questo potrebbe essere finalmente evitato in futuro grazie al “contratto di fiume”, non solo a livello normativo ma anche tutelando quel territorio attraverso una politica di istruzione su quest’ultimo. Ho fatto una domanda a Barbara, dopo aver visto il documentario. In quest’ultimo si vedono infatti tantissimi scorci, paesaggi e oasi naturali vere e proprie come le Salicelle o l’Oasi dei Variconi.
«Sicuramente i luoghi del fiume sono tutti meravigliosi, particolari ed unici proprio come le Salicelle che in base al periodo dell’anno vengono sommerse e poi riaffiorano per farsi ammirare. Forse però la cosa più affascinante che sono riuscita a catturare sono proprio le persone di fiume. Personaggi come Ninnone che vive il fiume a bordo del suo lontro, o come gli appassionati di ornitologia, o ancora chi è tornato qui dal nord dopo la pensione per riprendere la tradizione di intrecciare cestini con le piante che crescono sulla riva. Nei loro occhi ogni piccolo angolo del fiume e delle sue sponde diventava magia».
Il fiume va, il fiume viene, il fiume è lì anche se non c’è e scorre via, dalla sua sorgente al mare trasporta la vita di chi lo ama e di chi lo teme, di chi lo abusa e di chi lo ammira. Lo sguardo di Barbara a questa parte di territorio è insito di amore e ricerca, quella che dovremmo avere noi: più amore, più cura e più valorizzazione per qualcosa che ha dato e da vita e storia alle nostre terre.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...