
Nell’area orientale di Napoli, tra Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio, il paesaggio urbano è oggi segnato da una presenza costante: i cantieri. Un territorio vasto e complesso di circa 20 chilometri quadrati formato da oltre 110mila abitanti e quasi 400 strade, attraversato da interventi di riqualificazione ma ancora segnato da criticità strutturali. A delineare il quadro è l’assessore ai lavori pubblici e alla mobilità della Municipalità 6, Antonio Di Costanzo: «La Municipalità è attraversata da arterie ad alto traffico, anche di mezzi pesanti, e concentra circa il 30% dell’edilizia residenziale pubblica cittadina. In passato si è puntato su insediamenti abitativi senza adeguati servizi, trasformando questi quartieri in vere e proprie zone dormitorio».
Tra i principali cantieri figura quello di via Taverna del Ferro, dove nel marzo 2024 sono iniziati gli abbattimenti delle vecchie “stecche”: i primi 180 alloggi, su 360, erano previsti per il 2025. A questo si affianca l’ecoquartiere di via Isidoro Fuortes, avviato nel 2025, con 104 nuovi alloggi e conclusione stimata per fine 2026, insieme agli interventi a via Botteghelle e nei parchi De Filippo e Troisi. «È fondamentale accelerare la riqualificazione urbanistica, soprattutto nei PRU», sottolinea l’assessore. I programmi, articolati in nove sub-ambiti, comprendono opere come il polo pediatrico, il porto di Vigliena, il recupero dell’ex Corradini e dell’Ambito 13 con il Parco del Sebeto, oltre a Ville Vesuviane, Cinema Maestoso e “Città dei bambini”.

Sul fronte della mobilità sostenibile, il progetto PNRR della rete ciclabile (di cui si discute dal 2023) prevede un tracciato di circa 8 chilometri, dai Ponti dei Granili all’Ospedale del Mare. «Abbiamo espresso parere favorevole – spiega Di Costanzo – per una mobilità più sostenibile e funzionale al territorio». Tuttavia, emergono criticità tecniche: «L’ufficio tecnico ha evidenziato limiti legati alle caratteristiche urbanistiche di alcune strade». In via Bartolo Longo, ad esempio, la pista ciclabile si interrompe per la presenza di un chiosco privato: il percorso devia sulla carreggiata per poi riprendere sul marciapiede, creando discontinuità.
A incidere è anche la carenza di risorse: «Abbiamo circa 20mila euro annui per tutta la segnaletica. Con le piste ciclabili, i fondi risultano ancora più carenti». La manutenzione stradale resta una criticità evidente. «Disponiamo di circa 200mila euro l’anno – spiega l’assessore – una cifra insufficiente». Molti dissesti derivano da lavori sui sottoservizi non ripristinati correttamente: in via Lago Lucrino, ad esempio, dopo interventi sulla fibra, alcuni elementi dei dossi sono stati rimossi e lasciati sul marciapiede senza reinstallazione. A ciò si aggiungono le difficoltà della Napoli Servizi nella colmatura delle buche, con criticità evidenti tra via Attila Sallustro, via Martiri della Libertà e via Angelo Camillo de Meis, aggravate dalle piogge.
Non meno delicata è la situazione dei sottopassaggi e dei ponti della Circumvesuviana. Il sottopasso di via Velotti, nonostante interventi recenti, continua a registrare allagamenti: «Le criticità sono legate al malfunzionamento delle pompe di drenaggio, di competenza Eav, e a episodi di vandalismo sull’illuminazione». Particolarmente allarmante è il caso del ponte di via Luigi Volpicella, nei pressi del civico 372, dove si è verificato il cedimento di parte della facciata e del soffitto. I nastri di sicurezza, inizialmente installati, risultano divelti; i detriti sono ancora presenti e, al passaggio dei treni, continuano a cadere calcinacci. Situazioni simili sono segnalate in via Lago di Scanno e via Bartolo Longo. Il quadro che emerge è quello di un territorio in trasformazione. La sfida è quella di ottenere risultati concreti, e di affrontare con maggiore efficacia i problemi che incidono sulla sicurezza e sulla qualità della vita.
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