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Il Gambia abolisce il divieto sulla mutilazione genitale femminile

Alessandra Criscuolo
Alessandra CriscuoloRedazione Informare
22 marzo 20245 min di lettura

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Il Gambia abolisce il divieto sulla mutilazione genitale femminile

Indice (4)

  • 1Gambia: l’introduzione della legge contro le mutilazioni genitali
  • 2Le varie tipologie di mutilazione
  • 3Società e mutilazione: il valore della donna
  • 4Considerazioni finali sulle azioni internazionali

Il Gambia ha recentemente compiuto un passo controverso nel suo percorso legislativo. L’assemblea nazionale del paese, con una schiacciante maggioranza di 42 voti su 47, ha deliberato per revocare il divieto sulla mutilazione genitale femminile. Questa decisione segna un retrocesso significativo per i diritti delle donne non solo nel Gambia, ma potenzialmente in tutto il mondo.

Gambia: l’introduzione della legge contro le mutilazioni genitali

La legge che vietava la pratica della mutilazione genitale femminile era stata introdotta nel 2015, ma è stata applicata solo dallo scorso anno. Tuttavia, se l’iter legislativo dovesse procedere senza ostacoli, il Gambia diventerebbe il primo paese al mondo a fare marcia indietro sul fronte delle tutele legali contro questa pratica barbarica. La mutilazione genitale femminile è una pratica diffusa non solo in Africa, ma anche in Medio Oriente e in Asia.

Immagine articolo

Si tratta di un atto fisico e psicologico devastante inflitto alle donne, spesso motivato da ragioni religiose, culturali o di controllo sulla sessualità femminile. La pratica, perpetrata per impedire il piacere sessuale e garantire la verginità fino al matrimonio, è una chiara violazione dei diritti umani fondamentali e causa gravi danni fisici e psicologici alle vittime.

L’Italia, come molti altri paesi, sta assistendo a un aumento del numero di donne provenienti da regioni dove la mutilazione genitale femminile è ancora pratica comune. Queste donne portano con sé le cicatrici di una tradizione crudele e arcaica che non solo mina la loro salute e il loro benessere, ma ne limita anche la libertà e l’autonomia.

Le varie tipologie di mutilazione

La mutilazione genitale femminile si manifesta in diverse forme:

  • nella prima tipologia viene asportata con una lametta (o mezzi ancora più rudimentali) la parte del clitoride, il glande e una parte dell’asta. Queste strutture vascolari che consentono alla donna l’eccitazione e il piacere hanno un ruolo fondamentale nel rapporto sessuale per ridurre il dolore da attrito e penetrazione. 
  • nella seconda tipologia vengono asportate anche le piccole labbra
  • infine, la terza tipologia, la più estrema e dannosa, prevede la cucitura delle piccole e grandi labbra insieme. L’entrata vaginale viene serrata quasi totalmente e viene lasciato solo un piccolo foro che permettono il fuoriuscire del sangue mestruale.
Immagine articolo

Nonostante gli sforzi per combattere questa pratica abominevole, ancora oggi circa 200 milioni di donne nel mondo sono state sottoposte alla mutilazione genitale femminile, e una donna su 500 muore a causa di essa. È un atto deplorevole, perpetrato su corpi di bambine innocenti e sane, che deve essere fermato.

Società e mutilazione: il valore della donna

Ma perché continuano a verificarsi tali atrocità? La pratica della mutilazione genitale femminile è spesso radicata nelle tradizioni culturali e nella pressione sociale delle comunità in cui si verifica. Le madri e le donne stesse spesso partecipano a questa pratica nel tentativo di garantire l’appartenenza e la conformità alla comunità.

Questa pratica è presente anche nei paesi in cui queste donne emigrano e nei paesi di adozione dove queste comunità continuano a praticarla. Qual è la finalità? Il tagliere piacere alla donna ma soprattutto il tipo tre di impedire l’accesso alla vagina per garantire loro la donna di restare vergine fino al matrimonio e garantire la paternità dei figli nati da quell’unione. Per secoli e ancora oggi sul corpo delle donne continuano a consumarsi violenze e tentativi di controllo della procreazione e della sessualità femminile dominio sul piacere femminile. 

Questo intervento è un passaporto di appartenenza a specifiche comunità (come quella somala). Inoltre, la pratica delle mutilazioni genitali permette alle donne, soprattutto di classi sociali basse, di acquistare valore. Infatti, il valore femminile è direttamente legato a quanto una donna si è preservata fisicamente e questo assume più importanza in classi sociali basse. Da sempre, gli uomini controllano il piacere e il corpo delle donne, mutilandolo, decidendo per loro, ed ancora oggi mettiamo in luce l’importanza di lottare per riconoscere il nostro valore femminile a prescindere dal legame che il nostro corpo ha con la sessualità.

Considerazioni finali sulle azioni internazionali

Tuttavia, è essenziale affrontare le radici profonde di queste credenze e lavorare per promuovere l’uguaglianza di genere e il rispetto dei diritti delle donne in tutto il mondo. Il Gambia, con la sua recente decisione di revocare il divieto sulla mutilazione genitale femminile, ha compiuto un passo indietro significativo nella lotta per i diritti delle donne. È imperativo che la comunità internazionale condanni fermamente questa decisione e continui a impegnarsi per proteggere le donne e le ragazze da questa pratica orribile e ingiustificata.

di Valeria Marchese

Tags
  • #Africa
  • #Diritti delle donne
  • #gambia
  • #mutilazioni genitali femminili
Alessandra Criscuolo
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