
Il governo ha presentato un emendamento riguardante il voto in condotta nella scuola primaria, che propone di sostituire la valutazione descrittiva, attualmente in uso, con una di tipo sintetico. Questo cambiamento riporta le precedenti valutazioni di insufficiente, sufficiente, discreto, buono e ottimo, le quali, secondo il ministro dell’istruzione Valditara, sono più efficaci.
Dal prossimo anno scolastico rientrerà in vigore il metodo di valutazione sintetico nelle scuole elementari italiane, mentre il metodo di valutazione descrittivo verrà abbandonato. La differenza potrebbe risultare sottile ma i due metodi hanno due modalità di approccio allo studio completamente diverse.
Il giudizio descrittivo è un metodo di valutazione caratterizzato da un focus qualitativo piuttosto che quantitativo, basato su quattro livelli di apprendimento (Avanzato, Intermedio, Base, In via di prima acquisizione) correlati da quattro descrittori.
È una formula che da una parte permette di tracciare gli sviluppi di alcuni metodi di insegnamento ed eventualmente di modificarli o perfezionarli; dall’altra permette di valutare gli alunni a 360 gradi, prendendo in considerazione tutti gli stili di apprendimento.
Il giudizio sintetico è strutturato secondo cinque indicatori di competenza nei quali gli alunni vengono collocati: insufficiente, sufficiente, discreto, buono e ottimo. Sono anch’essi accompagnati da cinque descrittori, che però sono più generici e semplificati.
Irene Manzi, responsabile Scuola del PD, ha dichiarato che l’adozione del giudizio è basata sull’esperienza della ricerca pedagogica e didattica e che i giudizi formativi abbiano avuto molti effetti positivi sui giovani studenti italiani.
La senatrice Cecilia Delia, capogruppo della Commissione Istruzione, Ricerca e Cultura del medesimo partito, ha affermato che l’adozione del giudizio sintetico sia “una forzatura pedagogica e didattica, un errore fatto senza alcun confronto con la comunità scolastica”.
Elly Schlein, segretaria del PD, ha rincarato la dose: “la scuola di Valditara non ha l’obiettivo di migliorare gli apprendimenti e dare strumenti, ma unicamente di classificare e controllare”.
La destra non tarda a controbattere, affermando che l’adozione del giudizio sintetico sia finalizzata a rendere più chiara la condizione scolastica dello studente alla propria famiglia e al corpo docenti, e ribadisce che i bisogni dell’alunno sono sempre centrali e di massima importanza.
È necessario che i termini di giudizio siano chiari e comprensibili, in modo da intervenire prontamente sulle difficoltà di uno studente e da poterlo aiutare a comprendere il proprio stile di apprendimento. C’è il rischio, però, che un bambino possa assorbire un giudizio ripetuto più volte, come “insufficiente”, e credere che questo lo definisca e lo limiti, rilegandolo a questa condizione. Potrebbe quindi maturare un generale sentimento di inadeguatezza e la convinzione di non poter ambire al miglioramento.
È quindi necessario che si trovi un compromesso tra i due parametri di giudizio, di modo che gli studenti non si sentano incatenati in un determinato ruolo, ma che siano consapevoli delle proprie abilità.
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