
Il Gran Caffè Gambrinus di Napoli ha inaugurato la riapertura della Sala degli Specchi dopo due anni di lavori. I fratelli Sergio hanno finalmente restituito al pubblico la sala storica di uno dei simboli della città partenopea, che affaccia direttamente su Via Chiaia. All’evento hanno partecipato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e il prefetto, Michele Di Bari, per celebrare questo importante recupero architettonico.
La Sala degli Specchi fu inaugurata verso la fine dell’Ottocento. Nel 1938, tuttavia, il prefetto Marziale ne dispose la chiusura tramite una delibera ufficiale. Le autorità dell’epoca consideravano infatti il locale un pericoloso luogo di ritrovo antifascista.
Nel corso dei decenni successivi, la sala ospitò diverse attività commerciali. Questi negozi effettuarono varie ristrutturazioni che ne alterarono profondamente l’aspetto. In particolare, i nuovi rivestimenti finirono per coprire l’originale pavimento in marmo di Carrara con ben 40 centimetri di pavimentazione aggiuntiva.
Risale agli anni ’70 l’inizio della battaglia portata avanti da Michele Sergio per recuperare tutti i locali del Caffè, proseguita poi dai figli Arturo e Antonio e dai nipoti Massimiliano, Michele e Benedetta.
“È stata la lungimiranza di nostro padre ad avviare l’idea di riunire il locale originario. Non è riuscito a vedere la completa realizzazione del progetto, ma siamo felici di averne coronato il sogno.” – Sono queste le parole dei Fratelli Sergio, che hanno poi concluso affermando – “Vent’anni fa abbiamo recuperato le prime sale e oggi abbiamo concluso l’opera. Non è stato semplice, ma questo è un momento importante per tutta la città.”
Dopo un restauro che ha visto impegnata anche la Soprintendenza e l’autorizzazione della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale della Campania, l’immobile di proprietà della Città Metropolitana, ha recuperato l’aspetto originario dell’800. Il sindaco Gaetano Manfredi è intervenuto in prima persona all’inaugurazione, dichiarando: “Si tratta di locali della Città metropolitana che per molti anni erano stati destinati a un uso improprio. Era un problema che si trascinava da tempo: li abbiamo recuperati per ricostituire il corpo unitario del Caffè originario. Si restituisce alla città uno spazio di grandissimo valore che fa parte della sua memoria”. Manfredi ha poi aggiunto in conclusione: “Da proprietario pro tempore non posso che essere grato alla famiglia Sergio – Rosati. Come Comune faremo di più per proteggere il tessuto storico del commercio cittadino: non abbiamo molti strumenti, ma chiederemo al Governo maggiori tutele”.
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