
L’esordio del liceo del Made in Italy si è rivelato un vero e proprio flop. Quello che era stato presentato come un progetto innovativo per creare un percorso di studi per valorizzare le eccellenze italiane, non ha riscosso successo.
Il percorso completamente nuovo, e che sta continuando a far discutere, è quello del liceo del Made in Italy. Il progetto ha l’obiettivo di formare studenti con conoscenze specifiche per la gestione d’impresa e le strategie di mercato. L’iniziativa è fortemente promossa dal governo di Giorgia Meloni. L’iter formativo è concentrato sulle scienze economiche e giuridiche, competenze imprenditoriali, due lingue straniere e un rapporto stretto con le aziende e filiere produttive.
Stando ai numeri: appena 375 iscrizioni su 468.750 ossia lo 0,08% del totale delle domande presentate per l’anno scolastico 2024-2025. Un flop previsto in molte città, dove negli ultimi giorni si erano nel frattempo tirati indietro alcuni dei già pochi istituti che avevano scelto di aderire. Per il Liceo Made in Italy si conta che solo 92 scuole sulle quasi 900 abilitate per farlo abbiano deciso di attivare la nuova offerta formativa, con una media di 4 iscritti per istituto. Sul fallimento di questa proposta pesa la rapidità con cui è stata presentata. E non solo, anche l’assenza di un programma dettagliato con materie e orario degli insegnanti e la mancanza di linee guida per i docenti.
Da qualche giorno è nato un piccolo caso politico che ruota intorno alla decisione, poi ritirata, del preside dell’istituto Munari di Crema (Cremona), Pierluigi Tadi. Il preside aveva infatti deciso di formare una classe del nuovo liceo nonostante fosse arrivata l’iscrizione di un solo studente. Pierluigi Tadi aveva stabilito di far partire per l’anno 2024-2025 la classe del nuovo liceo del Made in Italy, nonostante la maggior parte dei futuri studenti avesse optato per l’indirizzo economico-sociale, quello già esistente, tranne uno. A far discutere a questo punto è stata la lettera inviata dal dirigente Pierluigi Tadi alle famiglie.
Alle famiglie dei 48 ragazzi nei giorni scorsi è arrivata una comunicazione dalla scuola che offriva due possibilità. Bisognava scegliere volontariamente di spostarsi all’altro corso o partecipare al sorteggio con cui sarebbero stati estratti a sorte i 24 studenti necessari per far partire la classe del Made in Italy, così da avere due classi, una di Les e una di Made in Italy. Dopo la reazione risentita delle famiglie, è arrivato il dietrofront del dirigente scolastico e la decisione di non far partire la della classe del liceo Made in Italy.
“Stiamo terminando la fase di valutazione delle domande, prevista alla conclusione delle iscrizioni online – ha sottolineato il dirigente Pierluigi Tadi-. Confermo che, senza adesioni volontarie da parte delle famiglie, il liceo del Made in Italy non partirà, ma attiveremo due classi di liceo economico-sociale, come richiesto dalle famiglie”.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...