
Dal Louvre faranno ritorno in Italia sette reperti archeologici, trafugati in passato da contrabbandieri ed esportati illegalmente in Francia. Il risultato ottenuto è l’esito di varie indagini seguite sugli archivi di trafficanti e mercanti d’arte. Il ritrovamento di questi tesori è dovuto alla tenacia di una coppia di archeologi romani, Maurizio Pellegrini e Daniela Rizzo, e di un esperto danese, Christos Tsirogiannis, che hanno indagato sulla questione, condividendo successivamente le varie informazioni con le autorità competenti.
Alcune opere attualmente esposte nella galleria Campana del Museo del Louvre a Parigi potrebbero arrivare, o meglio, tornare nel nostro paese. La notizia è rimbalzata sulle pagine di Le Monde (un quotidiano Francese), confermate tra l’altro dallo stesso Museo che li aveva acquistati, come si legge sul quotidiano, tra il 1982 e il 1998 in un periodo storico in cui i direttori erano più interessati all’autenticità di un’opera e meno preoccupati della loro provenienza. Il quotidiano ha parlato di sette opere d’arte rubate e infine acquistate dal museo francese.
Sui reperti ci sono dubbi sulla paternità delle origini, quindi si teme che possano esser stati saccheggiati. Perciò, partendo dalla loro rivendicazione, potrebbe esserci un accordo tra Italia e Francia questo autunno per riportare le opere in patria. Una delle principali opere che potrebbe ritornare in Italia, è un vaso etrusco del Pittore di Berlino, risalente al 460 a.C. Un artista di cui non si conosce l’identità precisa, ma che era un grande maestro dell’arte ellenica.
Oltre a questo reperto, è presente un esemplare di vaso antico del pittore di Ixion datato tra il III e il IV secolo a.C. e un altro cratere (ampio vaso usato nell’antichità classica per miscelare e servire acqua e vino ai banchetti) attribuito al pittore di Antiménès, decorato con scene mitologiche. Tra le opere di grande valore compaiono anche una coppia di nereidi, le ninfe del mare, provenienti dai territori pugliesi. Inoltre, tra i principali reperti comprati possiamo trovare un frammento di architrave in pietra, proveniente dall’antica Chiesa di San Nicola di Avezzano, interamente distrutta dal terremoto del 1915, della quale non resta più nulla.
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