
Da più di un decennio Cefalù vanta una grande tradizione culturale e di legalità. Roccaforte di un centro-sinistra civico dal 2012, le amministrazioni della città siciliana che si sono succedute da quell’anno hanno dovuto fare i conti con una grave situazione debitoria e un territorio con tantissime problematiche. Una di queste è che Cefalù è stata per lungo tempo influenzata da una criminalità organizzata subdola, che ha gestito attività di carattere imprenditoriale e turistico, condizionandole e finanziandole sottobanco.
Per raccontare il suo cambiamento, abbiamo sentito telefonicamente Antonio Franco, assessore alla Cultura dal 2022, che si è concentrato soprattutto sulla ricostruzione etica e culturale della città, coinvolgendo giovani e associazioni e avviando una collaborazione con il Maestro Gaetano Porcasi, celebre in tutta la penisola per aver raccontato le morti della criminalità organizzata attraverso l’arte e la pittura. Proprio in occasione del 21 marzo, giornata del ricordo delle vittime di tutte le mafie, Franco e Porcasi sono stati i promotori di una mostra sugli ottant’anni della Repubblica.
«Bisogna partire dal 2012. Con l’amministrazione Lapunzina ho ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale per cinque anni, periodo in cui abbiamo dichiarato un dissesto finanziario per 18 milioni di euro. Per questo, abbiamo potuto fare molto poco su investimenti e attività di carattere ordinario, ma abbiamo fatto tanto per ricostruire la città da un punto di vista etico e culturale. È stata un’operazione di verità: nel giro di tre anni le casse della città sono state risanate. Nell’epoca Covid e del secondo mandato del sindaco Lapunzina, sono stato presidente del gruppo consigliare della maggioranza: durante quell’amministrazione c’è stata un’attività di sostegno diretto alle fasce più deboli della popolazione. Grazie al nostro lavoro Cefalù si è “risvegliata”. Nel 2022, con le nuove elezioni, abbiamo deciso di investire su una figura giovane, il sindaco Tumminiello».
«Ho cercato innanzitutto di guardare al panorama dei talenti locali. Ci sono tante associazioni a Cefalù di carattere culturale, musicale, sportivo, attività che vengono animate direttamente dai giovani, autogestite. È a queste realtà che bisogna costantemente dare visibilità e spazi: i nostri sono sempre stati a loro disposizione, come il teatro o gli spazi espositivi. Abbiamo organizzato mostre con artisti che ci hanno fatto conoscere aspetti dell’arte che non si erano mai visti, e sia i cittadini che i visitatori ne hanno goduto in termini di crescita culturale e partecipazione. Ancora, abbiamo organizzato presentazioni di libri di personaggi intellettuali nei luoghi della cultura della nostra città e promosso rassegne con gruppi teatrali provenienti da tutta Italia».
«Tanta gratitudine e partecipazione, ma non solo da parte loro. Alcune mostre hanno registrato 10-15mila accessi e, durante le stagioni teatrali, il teatro, che ha una capienza di 200 posti, era costantemente pieno, motivo per il quale abbiamo previsto delle repliche. Per quanto riguarda l’aggregazione giovanile, sono importanti anche le tradizioni popolari, che sono molto sentite dalle nostre parti: incoraggiare per esempio le attività nelle parrocchie o anche nelle contrade è qualcosa che aggrega».
«Fin da ragazzo ho sempre avuto interesse a impegnarmi. Iniziando ad insegnare, poi, ho capito che bisogna partire dalle scuole e lavorare con i ragazzi. Quando ne ho avuto la possibilità ho avviato progetti di legalità nella scuola dove insegno: ad alcuni di questi hanno partecipato anche 140-150 studenti e dall’esperienza sono nate spinte ad iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza o a entrare nelle forze dell’ordine. Quando sono diventato assessore ho applicato il metodo anche alla politica. Ogni anno, poi, a marzo celebriamo la settimana della legalità: il mese scorso abbiamo organizzato una mostra sugli ottant’anni della Repubblica, partita il 21 marzo. Parlo della mostra del Maestro Gaetano Porcasi. L’ho conosciuto personalmente l’anno scorso, ma già ne avevo sentito parlare dopo aver visto le sue opere sul web. Gli ho detto che sarebbe stato un grande onore per me avere una sua mostra a Cefalù, e così è stato».
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