
Quest’anno, per la prima volta, il 21 agosto si celebra la Giornata internazionale del patrimonio culturale subacqueo, proclamata dall’UNESCO lo scorso novembre. Una ricorrenza che vuole accendere i riflettori su un patrimonio spesso invisibile ai più: relitti, città sommerse, porti antichi e siti archeologici che raccontano millenni di storia dell’umanità e che rischiano di andare perduti per sempre se non tutelati con cura.
Se la Giornata ha un valore globale, per la Campania e in particolare per i Campi Flegrei assume un significato quasi emblematico. Qui, tra terra e mare, si concentra uno dei patrimoni archeologici più straordinari al mondo: il Parco Sommerso di Baia, un’area di quasi 200 ettari che custodisce le rovine sommerse delle antiche città romane di Baiae e Puteoli, l’odierna Pozzuoli. Un tempo questi luoghi erano strategici centri commerciali e militari, ma anche la capitale del lusso e della cultura: qui sorgevano le ville di Cesare, Augusto, Cicerone, Nerone e molti altri esponenti dell’élite romana, attirati dalle terme naturali e dalla bellezza del golfo. Oggi, a causa del bradisismo, gran parte di queste strutture giace tra i 2 e gli 8 metri sotto la superficie del mare, trasformando il golfo di Napoli in un vero e proprio museo a cielo (e fondo) aperto.
Chi si immerge nel Parco Sommerso di Baia si trova davanti a uno spettacolo che mescola archeologia e natura in modo unico al mondo. Il parco offre sei itinerari di visita e 14 siti di immersione, tra cui spiccano il Ninfeo di Punta Epitaffio, una sala da pranzo marittima riccamente decorata forse voluta dall’imperatore Claudio, la Villa dei Pisoni con i suoi mosaici ancora riconoscibili, complessi termali, strade lastricate e porti antichi come il Portus Julius. Le sculture originali sono oggi conservate al Museo Archeologico di Baia, mentre le loro repliche sono posizionate sott’acqua per permettere ai visitatori di ammirarle durante le immersioni o dalle barche con fondo trasparente.
Come ha sottolineato l’UNESCO, «nessun altro posto al mondo è così»: il Parco Sommerso di Baia è un esempio di come natura e storia possano fondersi in un paesaggio culturale unico, da preservare con cura e trasmettere con orgoglio. Eppure, nonostante questo valore eccezionale, i Campi Flegrei restano poco conosciuti a livello internazionale e persino nazionale, con accesso difficile e infrastrutture frammentate. Un segnale positivo atteso da anni è la riapertura della nuova stazione di Baia: i lavori, partiti nel 2005 e bloccati dal 2012, sono stati ripresi nel febbraio 2023. La nuova stazione è stata ideata come un’introduzione, per i viaggiatori, alla storia dei luoghi.
La prima Giornata internazionale del patrimonio culturale subacqueo è per la Campania un’opportunità per riflettere e rafforzare la tutela dei siti sommersi, da Baia a Pozzuoli, senza dimenticare la Gaiola. È anche un invito a investire in infrastrutture accessibili e servizi turistici sostenibili, a promuovere la ricerca archeologica e a coinvolgere le comunità locali nella gestione e valorizzazione di un patrimonio che ci appartiene.
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