
Wagner, Blackwater USA, e contractor internazionali. Denaro, perdite umane e ambizioni di potere, il mercato della guerra e i mercenari nel 21° secolo.
Operativo ufficialmente dal 2014, il gruppo Wagner è tra i più famosi e controversi gruppi di mercenari al mondo, sebbene sia un “gruppo privato”, le sue operazioni dalla Siria a favore di Assad, al suo supporto a Gheddafi e oggi nella guerra in Ucraina lo rendono di fatto un gruppo dell’esercito russo.
Oltre per la sua brutalità, il gruppo è recentissimamente famoso per un apparente colpo di stato contro Putin adoperato dal suo esponente principale, Evgenij Prigozhin.
Globalmente dispiegati e brutali, sorge una domanda fondamentale, perché si usano ancora i mercenari nel 21° secolo, ma sopratutto ci si può fidare di questi uomini d’armi?
Ucraina, Siria, Afghanistan, Libia, Sudan, Via della Seta e Sud Est Asiatico, luoghi “caldi” non solo per il loro teatro fra super potenze che vogliono avere sempre più egemonia, ma soprattutto per l’uso dei “contractors”. Perché le grandi nazioni aprono il mercato della guerra e il ruolo dei mercenari nel 21° secolo? A quanto pare anche come segnalato da una ricerca del Washington Post, gli eserciti hanno costi che incidono sul morale delle truppe e sull’economia della propria nazione.
Se muoiono dei mercenari, oppure si commissionano per determinati crimini di guerra, si va a “truccare” le regole della statistica e della stampa. Migliaia di bare di soldati russi ad esempio, anche se si controlla gran parte della stampa, pesano sulla coscienza pubblica, Putin lo sa bene. L’Agenzia Blackwater al soldo degli USA, il gruppo Wagner della Russia, sono il fiore all’occhiello della logica delle mani sporche e faccia pulita.
Il massacro di Nisour Square a Baghdad nel 2007 vede i soldati della Blackwater prima condannati e poi graziati dall’Ex Presidente Trump, e poi la strage di Bakhmut della Wagner di Prigozhin usata per il lavoro sporco nelle trincee in Ucraina, sono solo la punta dell’iceberg dell’uso dei mercenari nelle guerre moderne.
Circa 2500 dollari al giorno, questo è il costo medio per i contractor. Una spesa più che accessibile se pensiamo agli enormi costi delle guerre come quella in Afghanistan circa 2mila miliardi di dollari in oltre 20 anni per gli USA e quella in Ucraina per la Russia più di 100 miliardi di dollari da un anno di guerra.
Stesso discorso per le perdite circa 5 mila per la Blackwater in Afghanistan e oltre le 20 mila in Ucraina per la Wagner che però risulta essere la più efficace al mondo, operante in Africa, Europa e Medio Oriente, famosa anche per i suoi cartelli di reclutamento e le sue paghe molto proficue nei paesi in via di sviluppo.
I rischi della privatizzazione della forza degli eserciti sono ben più che reali per quanto riguarda i fattori di instabilità.
Il tentato colpo di stato, (per il momento sventato) della Wagner verso Putin, aldilà degli aspetti geopolitici che solo il tempo può svelare, dimostra lo spopolamento e l’inefficienza del monopolio di violenza. Gli eserciti storicamente anche se commettono violazioni ed eccidi, hanno codici e regolamenti di comando, i mercenari anche se seguono una nazioni, come padrone hanno solo il denaro.
I contractor russi, americani ed anche israeliani, si macchiano di violenza certificata da giornalisti e varie ong pacifiste e a differenza dei soldati sono composti perlopiù da fanatici facilmente manipolabili, un vero e proprio rischio per nazioni instabili sopratutto che detengono armi nucleari.
Anche se se esiste un codice dell’ONU per i mercenari, quest’ultimo pare essere ignorato dalle Super potenze che ancora una volta dimostrano ieri come oggi sete di potere, e chirurgica precisione nella visione delle proprie perdite e mai nella sofferenza altrui.
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