
Il fenomeno della pedopornografia è in continuo aumento a livello internazionale, configurandosi non solo in un reato di violazione della privacy del minore, ma in una vera e propria violenza sistemica. Le ultime notizie vengono dall’Italia. Una maxi operazione ha individuato e sequestrato oltre 200mila materiali pedopornografici online.
Si chiama “Iris” l”operazione svolta dalla Polizia di Stato. Sono intervenuti il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica e dal Centro Nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (cncpo). L’indagine è iniziata nel dicembre 2025. La sinergia con un’associazione nonprofit internazionale è stata fondamentale per il monitoraggio dei canali di distribuzione online dei contenuti illeciti a livello transnazionale. Ciò ha permesso di risalire a determinati account utilizzati per la divulgazione di materiale pedopornografico. Tra Lombardia e Campania, 6 sono le persone arrestate per il possesso di 200mila foto e video ritraenti minori abusati.
Anno per anno le segnalazioni di file pedopornografici continua ad aumentare. A queste, almeno, si contrappongono positivamente le maggiori tecniche investigative e i diversificati procedimenti penali. Inevitabilmente c’è una correlazione tra l’aumento di tale materiale online e il continuo avanzamento della tecnologia. La digitalizzazione ha abbassato le barriere, consentendo una più veloce divulgazione e un maggiore accesso a contenuti di ogni tipo. Esistono gruppi online chiusi o piattaforme di messaggistica criptata. Questi sono creati specificamente per lo scambio e la condivisione di materiale pedopornografico, in completo anonimato. Come se questi file fossero figurine da collezione, da tenere all’interno dei propri dispositivi come un trofeo e il minore in questione ridotto in un corpo senz’anima, estirpato della propria identità.
Riguardo il maxi sequestro sopracitato, non è stata resa specificamente pubblica la natura dei contenuti illeciti. La pornografia minorile si può configurare in molteplici abusi. Le foto e i video potrebbero rappresentare minori in pose sessualmente esplicite o potrebbero essere manipolati artificialmente o generati con l’AI. L’utilizzo di quest’ultima aumenta esponenzialmente il numero di materiali illeciti sul web, da deepfake a deepnude. Oppure, nella più cruda delle ipotesi, il minore viene molestato fisicamente e psicologicamente, il tutto davanti ad una telecamera. Il minore è vittima di un doppio abuso: al momento della molestia e al momento della divulgazione delle immagini, che può perdurare anni e anni anche dopo la sua cancellazione dal web. I dati riportati dall’Associazione “Meter – dalla parte dei bambini”, fondata da Don Fortunato di Noto, mostrano un quadro fenomenologico poco rassicurante. Secondo il Report Meter 2025, sono stati segnalati 785.072 immagini e 1.733.043 video contenenti abusi reali su minori. A questi, si aggiungono gli 8.213 minori vittime di deepnude.
Tante sono le normative europee a tutela dei minori. Tra queste, la principale è la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia del 1989 che, all’art.34, dichiara che: “lo stato deve proteggere il minore da qualsiasi forma di sfruttamento sessuale, prostituzione minorile e pornografia minorile“. Inoltre, la Convenzione di Lanzarote del 2007 è volta a proteggere i minori dallo sfruttamento e dagli abusi sessuali, imponendo la criminalizzazione di tali reati e promuovendo misure preventive e di cooperazione internazionale.
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