
L’Unione Europea dedica ottobre alla sicurezza informatica. Tutti noi siamo sempre più connessi per studio, lavoro, svago e, quindi, sempre più in pericolo nell’uso delle tecnologie informatiche. Settori critici quali i trasporti, l’energia, la sanità e la finanza dipendono sempre di più dalle tecnologie digitali. Sebbene la digitalizzazione porti con sé enormi opportunità e offre soluzioni a molte questioni, è anche vero che gli attacchi informatici e la criminalità informatica stanno aumentando in termini sia di quantità che di sofisticazione. Una tendenza destinata a crescere in futuro, poiché i dispositivi collegati all’internet delle cose (IoT, Internet of thinghs) stanno aumentando in tutto il mondo.
La criminalità informatica assume varie forme e molti reati comuni sono favoriti dall’informatica, come l’acquisizione o il controllo di dispositivi personali utilizzando malware, la sottrazione o la compromissione di dati personali e proprietà intellettuale per commettere frodi online, l’utilizzazione di internet e delle piattaforme di social media per distribuire contenuti illegali, l’uso della cosiddetta “darknet” per vendere beni illeciti e servizi di pirateria informatica, senza dimenticare lo sfruttamento sessuale di minori online. Si stima che il costo annuo globale della criminalità informatica si attesti a 5.500 miliardi di euro.
Una risposta più forte in materia di cybersicurezza è volta alla creazione di un cyberspazio aperto e sicuro, contribuisce a salvaguardare l’economia e la società ma offre anche una maggiore fiducia dei cittadini negli strumenti e nei servizi digitali. Nell’ottobre 2020 i leader dell’Unione europea (Ue) hanno deciso di rafforzare la capacità dell’Europa di proteggersi dalle minacce informatiche, di provvedere a un ambiente di comunicazione sicuro, soprattutto attraverso la crittografia quantistica, e garantire l’accesso ai dati per fini giudiziari e di contrasto. Del resto, il cyberspazio è considerato la quinta dimensione della conflittualità, dove oramai si compiono operazioni militari come in terra, mare, aria e spazio. Si tratta di una dimensione che comprende tutto quello che va dalle reti e infrastrutture di informazione e telecomunicazione e dai dati da esse supportati fino ai sistemi informatici, ai processori e ai dispositivi di controllo.
Il contrasto di ogni forma di crimine inizia con la consapevolezza dei cittadini. Ecco che, ogni anno, dal 2012, l’Ue lancia il mese europeo della cybersicurezza. Una campagna annuale di sensibilizzazione sulla sicurezza informatica, ad ottobre, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sulle minacce alla sicurezza informatica e promuovere la sicurezza informatica tra i cittadini e le organizzazioni attraverso l’educazione e la condivisione di buone pratiche, fornendo loro informazioni su come proteggersi online. Sul sito web della campagna è possibile trovare informazioni sugli eventi e le iniziative in tutta Europa, ma anche dei materiali pratici, come quattro moduli di apprendimento destinati agli insegnanti per aiutarli a creare un piano di studi per la classe.
«La sicurezza informatica e cibernetica riguarda ogni cittadino da vicino. Sono sempre di più i settori critici che dipendono dalle tecnologie digitali: basti pensare ai trasporti, l’energia, la sanità e la finanza per citarne alcuni».
«È importante essere consapevoli che gli attacchi informatici stanno aumentando in tutta Europa. Si tratta di minacce destinate ad aumentare in futuro, visto che si prevede che quasi 41 miliardi di dispositivi in tutto il mondo saranno connessi entro il 2025».
«La risposta dell’UE in materia di cybersicurezza ha come obiettivo la creazione di un cyberspazio sicuro: misure che contribuiscono a creare a una maggiore fiducia dei cittadini negli strumenti e nei servizi digitali».
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