
La conclusione della prima fase del “Progetto Domus” è stata presentata agli scavi di Ercolano in presenza del Ministro della cultura Alessandro Giuli. La Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di legno. Sono queste le due domus che riaprono dopo più di 25 anni, due luoghi che con i loro affreschi raccontano l’origine antica della città di Ercolano.
Alla presenza del Ministro Giuli, accompagnato dal sindaco Ciro Buonajuto, il Parco archeologico di Ercolano ha presentato un’importante novità: un’app accessibile ai visitatori. L’app “Ercolano digitale” permetterà al pubblico di immergersi in contenuti multimediali e una mappa interattiva per spostarsi attraverso i vicoli e le domus dell’antica Ercolano. Essa sarà disponibile in nove lingue ed offre cinque percorsi tematici personalizzabili in base agli interessi, all’età e al tempo a disposizione, per un’esperienza su misura per tutti.
La Casa del Colonnato Tuscanico è la prima delle due domus che sono state riaperte dopo più di 25 anni. Al suo interno presenta un importante dipinto che raffigura una delle leggende più famose riguardanti l’eroe mitologico Ercole, ovvero il suo sacrificio di fondazione per la città. Questa residenza risale al II secolo a.C. e il suo nome deriva dal peristilio interno, cioè un cortile porticato con colonne tuscaniche dai colori vivaci, tra cui il nero, il giallo e il bianco. Al suo interno troviamo anche molti affreschi ben custoditi che consentono ai visitatori di immergersi all’interno della vita quotidiana, della mitologia e della cultura romana. Infine, nella domus sono presenti anche altri spazi, come la cucina, ambienti privati e di servizio.
La seconda delle due domus, la Casa del Sacello di legno, così come la prima, presenta dettagli molto interessanti. All’interno di essa è stata rinvenuta una statuetta dello stesso Ercole, precisamente nel piccolo altarino da cui prende il nome la domus. Possiamo facilmente notare come essa presenti la tipica struttura delle residenze romane, composte da atrio centrale, peristilio e vari ambienti residenziali, ma anche come faccia del suo elemento distintivo il sopracitato sacello di legno, che secondo la tradizione sembra essere dedicato a divinità domestiche o usato per riti privati, e che dimostra l’importanza delle pratiche religiose nella vita di tutti i giorni degli antichi Romani.
“A un quarto di secolo dalla loro chiusura, le dimore della Casa del Colonnato Tuscanico e della Casa del Sacello di legno riaprono i battenti, restaurate con sapiente maestria, segnando il compimento della prima fase del Progetto Domus. L’ultraventennale alleanza con il Packard Humanities Institute si conferma feconda e lungimirante. Un sodalizio che proseguirà con un investimento di circa 45 milioni di euro, consentendo la ripresa degli scavi archeologici nel sito, lo studio e l’applicazione delle nuove tecnologie alla ricerca e alla fruizione del patrimonio, la costruzione di depositi e laboratori”.
Queste le parole del Ministro della cultura Alessandro Giuli che si è poi soffermato sull’impegno del MIC nei confronti del territorio campano. “Questa è una storia di successo straordinaria, dobbiamo essere grati a tutti i protagonisti e alla comunità locale. Alla Campania non mancherà mai il sostegno del Mic””.
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