
Spesso, a risentire maggiormente delle mancanze sociali e culturali delle zone più vulnerabili sono i bambin*. Da qui nasce Itinera, progetto dell’APS MIQ – Movimentiamo il Quartiere, che ha visto coinvolti nella sua prima sperimentazione Angela Laurenza, Sara Gemma, Giuseppe Carullo, Federica Vitale, Sveva Ventre (Collettivo Zero APS) e Chiara Castellano. Itinera, spiega Sara, è un museo esperienziale itinerante, pensato per bambini e bambine dai 4 ai 7 anni, con pannelli tematici interattivi che portano in piazza una didattica sensoriale, gratuita e partecipativa.
MIQ è un collettivo eterogeneo, nato ufficialmente nel 2021, ma attivo già dal 2020, dall’incontro tra ingegner*, architett*, operatori/trici sociali ed educatori/trici accomunati dal desiderio di incidere in modo reale nei contesti urbani e sociali di Napoli. Non una rigenerazione urbana nel senso canonico, ma una vera e propria contaminazione educativa degli spazi, pensata dal basso e con approccio comunitario. La mancanza di una sede fissa non è una debolezza, ma un elemento fondante della filosofia del gruppo: “Dove c’è bisogno, andiamo”, raccontano. Da questa visione nasce l’embrione di Itinera, concepito nel 2023 e reso operativo nel novembre 2024.
In parole semplici, Itinera è un museo per bambin* a cielo aperto, composto da pannelli in forex con basi in legno, progettati per essere modulari, smontabili e adattabili a diversi contesti urbani ed extra-urbani. Ogni pannello rappresenta una “stanzetta” esperienziale che invita all’interazione, al gioco e all’esplorazione collettiva.
Il cuore del progetto sono i cinque valori che ne strutturano i contenuti: Sostenibilità, Inclusività, Collaborazione, Immaginazione, Uguaglianza. Ogni valore è raccontato attraverso attività ludico-didattiche, giochi magnetici, pannelli tattili e percorsi sensoriali. Non si spiegano concetti, si giocano: si tratta della metodologia di learning by doing. Ad esempio, l’uguaglianza viene declinata con giochi sulla distribuzione equa dei ruoli familiari e attività interculturali; la sostenibilità si esplora con giochi sulla raccolta differenziata, la stagionalità degli alimenti e il fast fashion; la collaborazione coinvolge anche i genitori in attività a due, come “cucire” insieme un’immagine passando un ago gigante da un pannello all’altro; l’immaginazione prende forma attraverso tangram, disegni liberi e ombre cinesi; l’inclusività si esprime nell’attenzione al linguaggio LIS e alle diversità individuali.
La realizzazione dei pannelli è frutto di una vera co-progettazione interdisciplinare. A partire dalle idee educative di MIQ, il progetto ha preso forma concreta grazie alla collaborazione con le architette Chiara Castellano e Sveva Ventre, esperte in progettazione sociale, e con il Collettivo Zero, che ha curato l’allestimento. Insieme hanno disegnato strutture resistenti e sostenibili, capaci di animare gli spazi pubblici senza invaderli né stravolgerli.
Restituire le piazze ai cittadini, partendo dai più piccoli, è la missione. In un contesto urbano in cui anche gli spazi del centro storico spesso mancano di stimoli gratuiti e di qualità per le famiglie, Itinera rappresenta una possibilità concreta di risignificare il territorio. Ma perché un progetto così ben accolto dal pubblico fatica a trovare spazio nei musei tradizionali? Non è solo una questione di contenuti, ma di accesso. Le piccole realtà faticano a entrare nei canali istituzionali, la burocrazia è un ostacolo scoraggiante e, anche nei musei più moderni, l’innovazione “dal basso” si scontra con logiche di mercato e reticenze consolidate.
I sogni per il futuro non mancano. Nell’immediato, l’obiettivo è rendere Itinera autosostenibile attraverso bandi e partnership, garantendo però la gratuità per le famiglie. Sul medio periodo, si punta a formalizzare la metodologia attraverso la creazione di un kit replicabile per educatori e formatori, diffondibile anche in ambito scolastico. E poi, il grande salto: Itinera 2.0, una nuova edizione pensata per altri target d’età – come adolescenti o giovani adulti. I valori potrebbero evolversi, le attività cambiare, ma il cuore resterebbe lo stesso: proporre un modo diverso, giocoso e coinvolgente, per educare e costruire comunità, ovunque ce ne sia bisogno.
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