
Si è spento a quasi 79 anni David Lynch, regista che definire con un solo aggettivo sarebbe riduttivo. Gli appellativi “visionario“, “surrealista” sono sì probabilmente adatti ma non esaustivi riguardo l’immensità dell’arte che ci ha regalato la mente poliedrica dello statunitense. Ciò che segue è un tentativo di spiegare come fare a capire ed imparare ciò che la sua particolare carriera ci ha lasciato.
Eppure Lynch ha sempre subito la campagna infamante di chi lo riteneva un regista snob, bravo solo ad usare la complessità autoriale messa appositamente come fulcro dei suoi film per attribuirgli un’aura più elevata rendendoli inutilmente complicati. Ciònonostante, checchè se ne dica, Lynch è stato un’artista che col pubblico di massa i compromessi li ha fatti eccome. A partire dall’opera che lo ha reso famoso, Twin Peaks, che Lynch non ha mai negato essere un prodotto alimentare, un compromesso. Non è un caso che Fuoco Cammina con me, il film uscito immediatamente dopo, prequel della serie, inizia con un televisore che viene distrutto, quasi a voler metaforicamente ripudiare l’opera precedente, a ricordare che fosse una cosa non propriamente sua, perchè fatta per soldi. Per non parlare di Dune, una space opera che doveva essere un novello Star Wars, ed è finito ad essere uno dei fallimenti più fragorosi della storia.
E quale fu l’errore di Lynch in quel caso? Non chiedere la Final Cut nel contratto. E di conseguenza, anche lì, fare un’opera che man mano fu sempre meno sua, perchè con sempre meno libertà nel farlo. Tralasciando altri esempi che si possono fare nel merito (Velluto Blu è un noir che si incasella perfettamente nel genere, e il messaggio diThe Elephant Man è così lampante da permettere a tutti di commuoversi come dei bambini durante la visione) il messaggio che passa dalle esperienze di vita di Lynch è chiaro: se non riusciva a creare una creatura personale, nella piena libertà su ogni fronte, David non era contento. E allora smettiamola, almeno nel rispetto della sua memoria, di cercare una logica chiara nella poetica di Lynch, sarebbe come cercare il realismo in Picasso. La cifra poetica di David Lynch è quella, e sentenziare su di essa è da stupidi.
Mi piace lavorare su un film fino al punto in cui è esattamente come lo volevo. Questa parte del lavoro è davvero bella. Sarebbe fantastico poter fare i film senza farli uscire mai
In questo estratto di intervista di Lynch può racchiudersi ciò che insegna davvero questo regista. La capacità di creare quasi una relazione tra te e la tua opera. Un rapporto empatico che ti porta a guardarla e riguardarla per migliorarla di continuo. Un amore geloso, talmente forte da non voler quasi condividerlo con nessuno, sebbene la natura stessa dell’arte sia questa. Per questo motivo, quando l’opera viene rilasciata al pubblico, è brutto sapere che quella creatura non è più solo tua, ma alla mercè di tutti. Ma soprattutto si cristallizza, rimane così per sempre, nonostante la voglia dell’artista di raggiungere continuamente la perfezione, in maniera vana.
Non è un caso che Hitchcock nel parlare dei suoi capolavori a Truffaut, evidenziasse quasi subito i lati negativi, e talvolta parlasse male di pietre miliari che ha lasciato al cinema. Hitchcock probabilmente avrà rivisto i suoi film dopo l’uscita centinaia di volte, accorgendosi di altrettanti particolari che forse sarebbe stato meglio cambiare, nella sua minuziosa e perfezionistica visione.
E allora, il modo migliore per omaggiare David Lynch è trattare le cose che facciamo come ci ha insegnato lui. Come una creatura propria, con cui avere una relazione platonica. Un amore viscerale per l’arte, ma non in senso lato. L’arte la si può trovare in ogni cosa che facciamo. Che tu scriva degli articoli su un giornale; che tu faccia il medico e curi ed operi dei pazienti; che tu sia un marinaio in missione con la tua nave; che tu sia seduto su una sedia tutto il giorno a lavorare in smart-working; che tu sia l’architetto o l’ingegnere che progetta un palazzo, o l’operaio che li costruisce.
Se tratti la cosa che fai con lo stesso amore e la stessa passione con cui lo faceva Lynch, ogni cosa può essere una forma d’arte. Pensateci continuamente, guardatela e riguardatela, perchè è questa parte del lavoro che a Lynch faceva sembrare più bella la vita.
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