
In occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, il 21 febbraio alle ore 18 il Museo Campano inaugura la stagione di eventi 2026, un collettivo di eventi culturali denominato “Voci del passato, radici del presente“, un progetto artistico e culturale volto che promuove il confronto tra passato e presente, memoria e quotidianità. Durante l’inaugurazione si potrà assistere all’interpretazione del recital “A lengua d’ ‘o Vesuvio“, recitato da Annamaria Cembalo e seguito da un momento musicale voce e chitarra di Massimo Cammarata. Il recital avrà la funzione di ricordare l’importanza del dialetto locale e del napoletano, promuovendo le tradizioni e il vasto patrimonio culturale di cui disponiamo.
Per concludere l’evento, si potrà accedere ad una visita guidata nell’Archivio Storico e Biblioteca del Museo Campano, grazie alla collaborazione delle educatrici presenti al Museo. La visita guidata sarà un momento prezioso per immergersi in testi storici, documenti e testimonianze sulla lingua locale. L’evento tratterà la celebrazione e il ricordo delle nostre radici, del nostro patrimonio culturale, ma soprattutto identitario. A chiusura, ci sarà un momento conviviale curato da “Preparate le valigie”. L’ingresso ai partecipanti è gratuito su prenotazione.
Capua si conferma “luogo della lingua”, grazie alla presenza del Museo Campano sul territorio, diretto da Gianni Solino, del Polo Museale della provincia di Caserta e del festival letterario della città, curato da Giuseppe Bellone, che quest’anno vedrà la sua ventunesima edizione. Il festival letterario cittadino è riconosciuto dal Ministero della Cultura come “Città che legge” ed è un momento di promozione culturale, evidenziando l’importanza della lettura. Non è scontato, di conseguenza, il partenariato con il Museo Campano e la collaborazione con gli Istituti di Secondo Grado di Capua. A dare il sostegno all’iniziativa sono presenti il Circolo dei lettori di Capua e Mater Bistrot.
Ogni edizione del festival è connotata dal Premio Placito Capuano, il quale viene assegnato a “una personalità del mondo culturale che attraverso il suo lavoro, in vari modi, e con vari linguaggi e declinazioni, dia un contributo importante alla diffusione della lettura in Italia”. Il premio, curato dall’artista Roberto Branco, si ispira alla celebre frase contenuta nel Placito Capuano, testimonianza dell’uso del volgare italiano risalente alla Capua del 960 d.C. , conferendo all’omonima città il titolo di “capoluogo culturale”.
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