
Dovevano essere tutte finali per il Napoli e contro la Fiorentina ha confermato la determinazione a raggiungere il suo traguardo. Imbattuti da ben 8 giornate, come non accadeva dal 2018, gli azzurri adesso ci credono nelle loro potenzialità. Anche se, parliamoci chiaro, è dall’inizio del campionato che tutti continuavano a ripetere che erano la squadra da battere. Noi siamo superstiziosi e magari pensiamo che un po’ di sfortuna ce l’abbiano mandata, visti tutti gli infortuni che ci sono capitati, ma adesso il vento è cambiato.
Scende in campo la stessa formazione offensiva che solo martedì aveva segnato cinque reti all’Udinese, tranne che per la presenza dal primo minuto di Politano al posto di Lozano (sostituzione poi avvenuta in corsa). Fiducia confermata da parte del mister e completamente ripagata dai giocatori chiamati a concludere la stagione con determinazione ma soprattutto convinzione.
Altra grande partita del capitano Insigne che si conferma anima di questa squadra, una crescita lenta la sua ma che ha raggiunto una maturità anche nel suo ruolo. E di questo dobbiamo forse ringraziare proprio Gattuso che non ha mai smesso di credere nelle sue potenzialità di leader. Un rigore non del tutto perfetto, ma inutile fare troppo gli schizzinosi, del resto quando accade a grandi nomi si esalta la loro capacità di esserci e reagire. E allora i nostri complimenti vanno anche al capitano azzurro che anche oggi ha incrementato il record di legni colpiti con un palo ed una traversa.
Fa reparto a parte Victor Osimhen, nel primo tempo praticamente incontenibile nelle sue incursioni nell’area avversaria. Non doveva crescere o imparare, doveva solo capire quali fossero le misure e in quale modo dovesse muoversi e il secondo tempo lo ha dimostrato. Nel momento in cui la Fiorentina non gli ha lasciato spazi liberi, ha giocato per la squadra dimostrandosi imprescindibile.
Come Zielinski, per lui ormai non ci sono più espressioni di stupore. Scende in campo e manovra a centrocampo come se giocasse al videogioco: qualunque sia il livello di difficoltà, Piotr fa sentire il suo peso. Oggi ha segnato di sponda su Venuti che ha deviato in rete, ma le occasioni che ha avuto sono state tante e molto migliori.
Orfani di Koulibaly, ancora fuori per infortunio, non si lasciano incantare dallo spettacolo che il francese ha portato in campo o dalla velocità del serbo i difensori azzurri. Oggi più che mai la presenza di Rahmani in campo ha significato sicurezza e lucidità, tra l’altro è stato lui a procurarsi il rigore trasformato poi da Insigne.
Buona la prova di Manolas che ha chiuso tutti gli spazi, salvando proprio su Ribery un possibile 1-1, e di Di Lorenzo ancora una volta tra quelli che più hanno corso e lottato. Meno presente forse Hysaj che non ha dato molto appoggio a Insigne sulla verticale, ma ha comunque svolto al meglio il suo compito.
In realtà la prova è stata buona a livello corale, adesso ne manca solo una e poi ci fermeremo a riflettere e soprattutto ci renderemo conto di cosa accadrà a questa squadra che solo adesso riesce a mantenere le promesse fatte a settembre.
Le nostre pagelle
Meret 6; Di Lorenzo 6, Manolas 6, Rrahmani 6, Hysaj 6,5; Ruiz 6, Bakayoko 6; Politano 6 dal 31′ st Lozano 6, Zielinski 6,5 dal 31′ st Mertens 6, Insigne 7; Osimhen 7 dal 39′ st Petagna sv.
di Alessandra Criscuolo
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