
Il Napoli fa le valigie da Castel Volturno alla ricerca di un nuovo posto per far sorgere il centro sportivo. Verità o bufala? Forse una via di mezzo.
Non ci sono notizie certe sulla rottura tra la società Marina di Castello e il presidente Aurelio De Laurentiis, ma le voci hanno smosso il mondo della stampa e della politica locale. In questo approfondimento vogliamo analizzare le proposte in atto e l’impatto nullo che ha la SSC Napoli su Castel Volturno.
Partiamo dalla convenienza straordinaria che ha il Napoli nell’allenarsi a Castel Volturno. Un clima perfetto e un centro sportivo immerso in una pineta a pochi metri dal mare, coronano le giornate dei calciatori professionisti che hanno a disposizione anche uno dei campi da golf più belli (e inutili) della Campania.
Come ribadì in una nostra intervista il responsabile dello staff medico della SSC Napoli Raffaele Canonico: “Il territorio è splendido, ci offre la serenità, la protezione e l’isolamento necessario. Ma soprattutto una combinazione climatica tra mare e pineta che davvero dovrebbero invidiarci. La SSC Napoli è perfettamente integrata in questo contesto“.
Ma cosa fa il Napoli per il territorio che lo ospita? Nulla. Rinchiusi nel loro centro sportivo, il Napoli mette raramente la testa fuori dal territorio. Non vi è mai stato uno shop per i tifosi azzurri né locali commerciali della società aperti al pubblico; non vi sono spazi attrezzati per i tifosi né progetti che la società lancia su un territorio complesso.
La società ha sempre deciso di non contribuire minimamente alla rivalsa di Castel Volturno. L’unica eccezione l’hanno fatta quei calciatori che si sono innamorati di una terra complessa e hanno deciso anche di investire, vedi Garics e Hamsik, ma a parte loro tutto tace.
Una delle squadre italiane con il più alto numero di africani in rosa non ha mai avanzato un progetto di inclusione né sostenuto qualsiasi tipo di ente del terzo settore locale. Che sia chiaro: non sono tenuti a far nulla di tutto ciò, ma di certo è indicativo sull’apporto che la società dà al territorio.
I tifosi che raggiungono Castel Volturno aspettano i calciatori all’uscita e vanno via, non c’è mai stata un’azione combinata tra società ed ente comunale per convertire questo passaggio in linfa economica. Il ritorno per Castel Volturno sarebbe solo d’immagine, ma nei fatti questo scatto di visibilità non si è mai avuto.
Eppure gli esempi oltre-regione suggeriscono una vitalità straordinaria dei centri in cui il Napoli approda per poche settimane, emblematico è il caso della Val di Sole e non solo. Dimaro e Castel di Sangro, in occasione del ritiro estivo, si riempiono di tifosi e attivano un circuito economico florido, dagli alloggi agli store fino alle esperienze naturalistiche. Purtroppo tutto ciò non è mai stato fatto a Castel Volturno, nemmeno in minima parte.
I calciatori e la società arrivano di mattina, sbrigano le loro faccende e vanno via. Peccato se si pensa al potenziale che Napoli avrebbe nel lanciare l’idea di un calcio che ritorna ad essere un affare di cuore e non di mercato. Napoli è crocevia di culture e di un popolo malmenato che sente il senso di rivalsa, ma la società non è mai stata avanguardista nel darsi una connotazione sociale utilizzando la scelta più coraggiosa che può fare una società multimilionaria: investire a Castel Volturno.
Un vero peccato.
L’amministrazione a guida Petrella ci ha abituato a sorprese incredibili e anche per il discorso Napoli non è da meno. Il consigliere di maggioranza in quota Lega, Antonio Luise (immobiliarista), pubblica una foto in cui si vedono il sindaco e l’ex dirigente Fiorillo con davanti un progetto: “Proposta per la nuova cittadella della SSC Napoli”.
E certo. Non solo non hanno mai portato introiti o beneficio al territorio, ma gli costruiamo anche una bella cittadella magari a carico delle casse del comune. Così una società milionaria verrebbe aiutata da un comune in deficit (?).
Del progettto non si ha nulla se non la foto pubblicata da Luise. Gli interrogativi restano parecchi: chi finanzierà la cittadella? Dove si può vedere il progetto? In che fase si trova? Il presidente De Laurentiis ne è informato?
Il consigliere Antonio Luise nel post Facebook scrive: “Ospitare gli attuali Campioni d’Italia sul nostro territorio è un jolly da non sottovalutare, in quanto i collegamenti televisivi dal centro sportivo fungono da cassa di risonanza per attirare persone a Castel Volturno mettendo così in moto l’economia locale. Abbiamo dunque già individuato l’area e presentato un progetto ben strutturato alla dirigenza napoletana per la costruzione di un centro sportivo che possa comprendere anche uno stadio da 20.000 posti per i match della Primavera azzurra“.
Il sindaco si affiderebbe quindi al consigliere Luise come intermediario con la società, anche se il primo cittadino tempo fa imputava proprio al noto immobiliarista degli screzi che l’amministrazione ha avuto proprio con De Laurentiis.
E così il comune di Castel Volturno ha deciso di investire sul Napoli. Il fantomatico progetto prevederebbe: stadio da 20mila posti, museo, offical store, commercial area, uffici stampa, studi, sale convegni, ristorante, spa, palestre e parcheggio interrato. In un frame del progetto si intravedono addirittura sette campi da allenamento.
L’amministrazione ha deciso di non dare alcuna notizia ai cittadini circa un intervento così importante e costoso. Alla luce di quanto detto un dubbio resta: non è che in tutti questi anni la società ha beneficiato di Castel Volturno senza mai spendere nulla per il territorio?
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