
Il 14 luglio è la Giornata internazionale per le persone non binary, cioè di tutti coloro che non rientrano nelle espressioni di genere maschili e femminili. Lo scopo di questa giornata è quello di sensibilizzare riguardo le problematiche di chi non si identifica nei due generi. Queste persone in Italia non vengono ancora ascoltate.
Il 14 luglio è la Giornata internazionale per le persone non binary, che sensibilizza sulle problematiche a livello sociale, lavorativo e in ambito sanitario. Infatti, alcuni studi tenuti dalla American Psychological Association hanno trovato una correlazione tra il misgendering (continua mancanza di rispetto dei pronomi con l’obbiettivo di svalutare l’identità della persona transgender) e l’ansia, lo stress e la depressione. Il misgender cronico e volontario può portare a un livello di stress tale che una persona trans non riesca più neanche a uscire di casa. Senza contare che il nostro sistema sanitario non è ancora attrezzato a dare gli aiuti necessari alle persone non binarie, le quali sono meno inclini a rivolgersi al sistema sanitario a causa della paura di essere discriminate e giudicate.
Purtroppo gli studi di genere sono relativamente nuovi e ancora in corso e noi in Italia siamo indietro. Tuttavia, gli scienziati sono concordi nel dire che il genere non può essere binario essendo un’identità personale socialmente costruita. Mentre il sesso, che si riferisce alle proprie caratteristiche biologiche, esiste anche come spettro perché esistono le persone intersex.
Lo studio del gender e del sesso biologico è solitamente centrato attorno al modello binario di maschio e femmina. Questo modello, oltre a risultare limitato nell’applicazione umana, si dimostra del tutto inadeguato nel mondo animale. Pertanto, definire il mondo non binario come “innaturale” non ha alcun tipo di fondamento scientifico e la suddivisione del mondo in maschile e femminile è una congettura ridotta a noi esseri umani.
Difatti, gli animali non hanno costrutti sociali di genere, bensì un pattern comportamentale che può generalmente essere ricondotto ad un genere. Gli animali, ad esempio, non scelgono di vestirsi in un certo modo a seconda del loro genere, non usano pronomi maschili e femminili e non scelgono nomi adatti al loro sesso di nascita.
Il genere, quindi, è una qualità intrinseca degli esseri viventi perché integra aspetti biologici, psicologici, sociali e culturali. Non è semplicemente una costruzione dettata da fattori esterni, ma un insieme complesso di caratteristiche che emergono naturalmente e inevitabilmente negli esseri umani e si manifesta nel modo in cui le persone percepiscono se stesse e il loro ruolo nel mondo, influenzando profondamente ogni aspetto della vita umana. Il genere non può essere ridotto a una semplice scelta o a una moda. È una componente essenziale dell’identità umana, radicata nella nostra biologia, plasmata dalla nostra psicologia, e influenzata dalle nostre interazioni sociali e culturali.
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