
Nel cuore di Napoli, tra le strade strette e i contrasti del quartiere Montesanto, c’è un luogo che resiste e costruisce. È l’Istituto “Il Nuovo Bianchi”, ospitato in un palazzo seicentesco che fu dei padri barnabiti, oggi trasformato in un centro educativo e solidale grazie alla visione della Compagnia dei Figliuoli e al sostegno concreto della Fondazione Grimaldi – ente filantropico napoletano che ha scelto di restituire al territorio parte della sua storia. «Il nostro è un progetto a forma di alveare», racconta Luca Marciani, Direttore Generale della Fondazione. «Cinque realtà convivono sotto lo stesso tetto: la scuola, un centro per anziani, uno per ragazzi con disabilità, un presidio giovanile della parrocchia e un progetto innovativo per i genitori. Ognuna lavora su una fascia diversa della popolazione, ma tutte dialogano tra loro, creando una rete viva».
A guidare l’istituto è Angela Procaccini, docente di lungo corso e oggi dirigente con una visione chiara: «Questa è una scuola della famiglia, della legalità e dell’ambiente. Tre pilastri che portiamo avanti ogni giorno, con fatica ma anche con convinzione». Per lei educare non significa solo insegnare: «La legalità non è una parola astratta: la si coltiva nel quotidiano, nella presenza, nel dialogo, nell’ascolto. E attraverso esempi concreti». Negli anni l’istituto ha aperto le porte a carabinieri, vigili del fuoco, polizia a cavallo, questura con unità cinofile, fanfare. «Quando i bambini vedono quelle divise, comprendono il valore della protezione, del servizio. Restano affascinati, capiscono che lo Stato è vicino. È un’esperienza formativa potente». Ma il lavoro va oltre l’evento: «Ogni silenzio di un bambino ci deve parlare. Spesso nasconde un dolore, un vuoto, un nodo che non riescono a esprimere. La scuola deve essere il luogo dove quel nodo si scioglie, dove ogni bambino può sentirsi visto».
Tra i progetti più significativi c’è il BioTG, ideato dalla Compagnia dei Figliuoli e realizzato da Claudio D’Abundo e Genny Caligione, con la partecipazione dell’Istituto e delle Scuole Pie Napoletane. Si tratta di un telegiornale “ambientale” realizzato dai bambini: «Non solo raccontano, ma imparano a osservare e a farsi domande – spiega D’Abundo – È un percorso educativo, ma anche un laboratorio di cittadinanza attiva». Un modo per formare bambini che siano già cittadini. Procaccini lo sottolinea: «Non è solo didattica, è formazione del cuore e della mente. Se un ragazzo vede cosa fanno le istituzioni, visita la marina, entra in contatto con chi si occupa del bene comune, impara che è possibile scegliere la strada giusta. E un giorno, a quel bivio, farà la scelta migliore».
Il “Nuovo Bianchi” è anche una scuola inclusiva. La Fondazione Grimaldi ogni anno finanzia 25 borse di studio per bambini in difficoltà economica. «Vogliamo che convivano figli di professionisti e alunni che vengono da contesti fragili, senza distinzioni», dice Marciani. «Tutti col grembiulino, come una volta. È un messaggio forte: nella scuola siamo tutti uguali». L’Istituto promuove anche un’educazione bilingue e percorsi di sensibilizzazione ambientale in collaborazione con Mare Vivo e Green Care. «È una formazione che apre orizzonti – continua la dirigente – La didattica è importante, ma se non accompagniamo i bambini a diventare cittadini, stiamo solo riempiendo pagine vuote». Tra i progetti più recenti c’è anche SPES-F (Scuola per la Salute della Famiglia), un’iniziativa della Fondazione rivolta ai genitori, ora attiva anche a Barra. «È un esperimento pionieristico – dice Marciani – che aiuta le famiglie a ricostruirsi, e in alcuni casi a riprendere percorsi di studio interrotti».
In un tempo segnato da divisioni e disillusione, il “Nuovo Bianchi” è un laboratorio di speranza. «La mia più grande soddisfazione? – conclude Procaccini – Un abbraccio. Quando un bambino, alla fine della giornata, ti abbraccia: quello è il senso di tutto».
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