
Nei mesi di campagna elettorale il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini propose degli interventi sul Codice della strada con lo scopo di aumentare i controlli e all’insegna di maggiore rigidità per chi sbaglia.
Così, il disegno di legge del nuovo codice della strada il 27 marzo riuscì a passare per la Camera e il 27 maggio è riuscito a passare anche per il Senato. Il vicepremier sostiene che nella giornata del 28 maggio uscirà il nuovo decreto sulla Gazzetta Ufficiale: «Il disegno di legge sulla sicurezza stradale – asserisce Salvini – prevede più rigore per chi sbaglia, quindi ritiro della patente per chi guida ubriaco, drogato, per chi abbandona animali, per chi usa il telefonino».
Cosa cambia con il nuovo codice della strada? Innanzitutto, la Lega si è concentrata su alcol e droghe. Per quanto riguarda l’uso di alcol bisogna dividere tre fasce di tasso alcolemico:
Da notare che tutte queste sanzioni si raddoppiano se si è alla guida di un’autovettura altrui. In caso di stupefacenti, invece, non si opera alcuna distinzione tra droghe leggere o pesanti, né tanto meno si tiene in considerazione lo stato del passeggero: scatta la revoca della patente fino ai tre anni nel caso in cui si trovino anche piccole tracce di droga, seppur risalenti a decine di giorni precedenti la guida dell’autoveicolo.
Si fanno più rigide, invece, le norme che concernono i neopatentati: per i primi tre anni, e non più solo per il primo anno, della patente B si possono guidare le auto solo fino a 75 kW/t. Allo stesso modo vengono introdotte delle norme rigide per l’uso del cellulare alla guida con il ritiro della patente dai 15 giorni fino ai 2 mesi e una multa fino ai 2.588 euro. Infine, aumentano le pene anche per l’abbandono degli animali: solo nel caso in cui nel tentativo di abbandonare l’animale si mettono in pericolo altri cittadini, scattano le sanzioni previste per i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravi o gravissime.
Sembra, dunque, un codice della strada più rigido, ma non risulta nell’effettivo più sicuro: con questo nuovo codice, se guidati da un maggiorenne, i motocicli con cilindrata superiore a 120 cc potranno circolare in autostrade ed extraurbane principali. Si consente così ai motorini 125 cc di circolare in strade veloci come la tangenziale o l’autostrada. Una scelta strana ed in contraddizione con lo scopo del decreto.
Infine, il ministro si dedica anche agli autovelox: «Si tratta di regole essenziali per garantire che gli autovelox siano utilizzati in sicurezza dove effettivamente serve e non come ulteriore tassa».
Gli autovelox, infatti, furono il centro di discussione della campagna “Bologna Città 30”, una campagna che prevedeva l’obbligo del limite dei 30 km/h nel centro città di Bologna, con l’obiettivo di ampliare la restrizione in tutte le grandi città. Sebbene gli incedenti in quel contesto sono diminuiti del 20%, Salvini va in direzione opposta e vieta l’istallazione degli autovelox nelle aree con il limite sotto i 50 km/h.
L’opposizione risponde con la voce del deputato M5s Luciano Cantone: «La maggioranza non ha accettato i nostri emendamenti sui limiti di velocità e, contestualmente, ha iniziato una battaglia mediatica sulle zone 30. Ora, io dico, ma com’è possibile? Molti dei sindaci del centrodestra amministrano delle città in cui le zone 30 sono una realtà: Olbia, Verona, Vicenza. Vogliamo vedere i numeri? Nella città di Bologna, la tanto contestata città di Bologna, nelle prime settimane di istituzione della zona 30, il numero di incidenti stradali è diminuito di oltre il 20%».
Tuttavia, è ancora da sviscerare la questione degli autovelox non omologati, non in regola e quindi protagonisti di multe e sanzioni nulle.
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