
Parthenope è il nuovo film del regista Paolo Sorrentino, che debutterà nei cinema dal 24 ottobre. Dal 18 al 25 settembre, però, è stata già proiettata l’anteprima del film, nella fascia oraria mezzanotte-due, a Roma, Milano, Napoli, Firenze, Palermo e Bologna.
La trama segue la vita di Parthenope dagli anni 50’ ad oggi. La protagonista porta il nome della sua città, Napoli, Parthenope. Studia antropologia e proprio come una brava antropologa osserva, osserva sempre. Questo suo sguardo, quasi esterno, ci offre il racconto di una città ricca ed anche povera, ordinata e disordinata, razionale ed illusa. Parthenope è figlia di una famiglia benestante, nonostante questo non è esonerata da forti dolori e tormenti. Come in molti, se non tutti i film di Paolo Sorrentino, la trama non è delineata quanto un insieme di eventi che si susseguono. In questo caso nessuna trama sarebbe stata più adatta, nessuna trama delineata avrebbe reso il concetto del percorrere la vita.
Vedere l’anteprima di Parthenope, proprio a Napoli, è veramente suggestivo. La proiezione iniziata a mezzanotte, come se al calar della notte lo spettatore si possa affacciare ai segreti della sua città. È innegabile che dopo il film “Ѐ stata la mano di Dio” si sia creato uno spartiacque tra il primo ed il secondo Paolo Sorrentino. Anche la pellicola “Parthenope” risente di questa influenza, non sono pochi i riferimenti che il regista fa a sue opere precedenti.
C’è da dire che se lo spettacolare film “Ѐ stata la mano di Dio” è sentito sia da adulti che da adolescenti, “Parthenope” è più apprezzabile in età adulta in quanto da giovane è più angosciante e meno ricorrente pensare alla fine della giovinezza stessa.
Parthenope è una donna che soffre, anche se potrebbe essere felice, ma la continua ricerca che la muove negli studi e nella vita, le dona un livello di conoscenza che non le dà tregua e non le permette di godersi l’attimo che vive. Parthenope è bellissima, potrebbe avere qualsiasi uomo desidera, ma a lei essere bella non basta, lei vuole sentirsi intelligente.
Ad eccezione del professore di antropologia, interpretato dal magnifico Silvio Orlando, la giovane ragazza non riesce ad entrare realmente in contatto con nessuno, nemmeno con gli uomini che frequenta. È una donna che mette in crisi chi le sta attorno, non si può sapere cosa pensa, non si può conquistarla davvero.
Queste sue conoscenze nel corso del film, quindi nel corso della sua vita, si accumulano al punto da creare in lei un grande caos. Il suo caos poi si confonde con la caoticità di Napoli, solo scappando da questa alla fine riuscirà a raccapezzarsi. Una volta riordinatasi, poi, non può far a meno di tornare nella sua città e con altri occhi continuare ad ammirare il caos.
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