
Sul territorio napoletano sono presenti più di 10.000 Airbnb con affitti a breve e brevissimo termine e per far fronte a questa problematica la giunta comunale di Napoli ha pubblicato un regolamento ad hoc per le strutture ricettive extralberghiere e locazione breve, i b&b.
A Napoli dall’ultimo decennio sono aumentate le offerte, ma anche le richieste, di affitti a breve termine di stanze ed interi appartamenti. Questa situazione è in linea con le altri grandi città d’Italia, come Venezia, Milano, Roma, Bologna, Firenze. In tutte queste città il comune è intervenuto quanto meno per arginare il disagio cittadino con provvedimenti e regolamentazioni.
Il progetto “Inside Airbnb“, totalmente autonomo dal colosso statunitense e che fornisce in tutto il mondo dati sull’impatto di Airbnb sulle comunità residenziali, ha rilevato che a Napoli gli affitti a breve termine sono più di 10.000, di cui quelli a brevissimo termine (cioè con annunci con un soggiorno minimo inferiore a 30 giorni) sono l’82%. I motivi principali sono semplici: è facile per un multi-proprietari convertire un alloggio in un b&b, ed è molto più remunerativo rispetto ad una locazione a lungo termine.

Pertanto, la giunta comunale per far fronte un passo alla volta a questa enorme questione ha pubblicato un nuovo regolamento, dopo mesi di approfondimenti giuridici e urbanistici per in primis evitare ricorsi delle associazioni che rappresentano i proprietari immobiliari e in secundis depotenziamenti e ricorsi da parte del TAR sotto richieste dei vari imprenditori multi-proprietari.
In altre città i nuovo regolamenti mirano ad equiparare i b&b con le attività degli alberghi, pretendendo standard qualitativi degli alloggi più elevati, nuove autorizzazioni da ottenere per affittare un appartamento, più controlli e un aumento delle sanzioni. Oppure in altre ancora hanno fissato una percentuale massima di case destinata per alloggi turistici, lasciando la rimanente fetta di locazioni ai residenti. A Napoli, invece, nulla di tutto ciò: i b&b non saranno equiparati agli alberghi e non ci sarà nessun tetto limite, bensì per trasformare gli alloggi in locazioni per affitti brevi dovranno presentare una pratica articolata al comune e non più una banale comunicazione allo sportello delle attività produttive.
Infine, sono stati specificati i requisiti minimi per ogni b&b: «massimo 4 camere e 8 posti letto, e i requisiti dimensionali minimi per camera, ovvero: 9,00 mq per un posto letto; 12,00 mq per due posti letto; 18,00 mq per tre posti letto; 24,00 mq per quattro posti letto; nonché i requisiti minimi relativi ai servizi igienici, stabilendo che fino a due ospiti è sufficiente un servizio bagno anche coincidente con quello dell’abitazione mentre oltre i due ospiti è necessario un ulteriore servizio bagno».
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