
Biova Project, ha avuto l’idea di trasformare questo scarto in materia prima. Nata nel 2019 come società benefit sostenibile con l’obiettivo di ridurre lo spreco alimentare, la sua produzione di birra dagli scarti del pane rappresenta un caso di spicco nazionale.
Si tratta di una tendenza sempre più diffusa a livello mondiale di start-up sostenibili e creative. Sfruttando i principi dell’upcycling e dell’economia circolare, si è riuscito a creare un prodotto unico e sostenibile che si inserisce perfettamente nell’ambito della lotta allo spreco alimentare.
Il concetto alla base della startup Biova Project è piuttosto semplice Utilizzare il pane invenduto o avanzato da panetterie, supermercati o ristoranti e trasformarlo in un ingrediente chiave per la produzione di birra. L’idea di usare il pane per produrre birra è antica quanto le piramidi. Le ricette di birra da pane risalgono, infatti, alla tradizione degli antichi Egizi e la sostituzione di parte del malto d’orzo con pane e con altri ingredienti è una tecnica usuale.
Dal punto di vista produttivo, il pane è in grado di sostituire parte del malto d’orzo utilizzato di solito per produrre birra. Così, con 150 chilogrammi di pane recuperato, la startup riesce a produrre 2500 litri di birra, evitando 1365 kg di CO2 (oltre a ridurre l’impiego di territorio, acqua ed energia) e usando il 30% di malto d’orzo in meno delle materie prime necessarie. Non solo. Grazie al processo innovativo si utilizza fino al 40% in meno di materie prime.
Il pane avanzato viene essenzialmente “riciclato” in birra. Il pane, prima dell’utilizzo, viene essiccato e sminuzzato in piccoli pezzi o briciole, quindi miscelati con altri ingredienti tradizionali per la birra, come il malto d’orzo, l’acqua e il luppolo. Il processo di fermentazione che segue, trasforma questa miscela in una birra con un gusto unico.
Per produrre le proprie birre (di cui è proprietaria di ricette esclusive composte da mastri birrai), si appoggia a una rete di birrifici partner nel Nordovest e Nordest d’Italia.
A seconda del luogo e del tipo di pane raccolto si procede alla produzione quanto più locale. Difatti, già il nome richiama ad una tradizione locale. La “biova” altro non è che un pane tipico piemontese conosciuto e diffuso ormai a livello italiano. La prospettiva è espandersi progressivamente sul territorio nazionale.
Proprio dai progetti di espansione nel 2021 è nata BIOVA CAMPANIA, la regione con una delle tradizioni di panificazione più antiche. Biova con l’aiuto di Radici Onlus, una realtà del territorio Casertano impegnata nella lotta allo spreco e alla povertà, impegnata nel processo di raccolta del pane invenduto e del birrificio Karma per il processo di birrificazione è riuscita a dar vita alla prima birra Campana prodotta da avanzi del pane.
I progetti di Biova così come quelli di tante altre start-up del settore sono esempio di come lo spreco alimentare sia un problema complesso e serio che richiede sforzi coordinati da parte di individui, aziende e governi per affrontare le sue molteplici sfaccettature e ridurre il suo impatto negativo sull’ambiente, sull’economia e sulla società.
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