
Da decenni ormai il Papa non detiene più nessun potere temporale, nessun potere politico e si occupa solo della sfera religiosa e spirituale. Tuttavia Francesco, come altri papi in precedenza, interviene quotidianamente sui temi caldi della società, influenzando milioni, se non miliardi di fedeli.
Questo Papa è stato protagonista di una grande rivoluzione della chiesa e nel corso del suo pontificato più volte si è mostrato aperto verso la comunità LGBT. Tuttavia, il 20 maggio ha dichiarato che la chiesa può benedire tutti gli esseri umani, ma non può assolutamente benedire l’unione tra omosessuali: «Quello che ho permesso non era di benedire l’unione – precisa il pontefice – poiché questo non può essere fatto: non è il sacramento. Il Signore ha fatto così. Ma benedire ogni persona, sì. La benedizione è per tutti. Benedire un’unione di tipo omosessuale, però, va contro il diritto dato, contro la legge della Chiesa. Ma per benedire ogni persona, perché no? La benedizione è per tutti. Qualcuno ne è rimasto scandalizzato. Ma perché? Tutti! Tutti!»
Papa Francesco è intervenuto sullo scenario politico, in occasione dell’Arena di Pace presso l’Arena di Verona, dichiarando che auspica ad una pace immediata e che «la pace non sarà mai frutto della diffidenza, dei muri, delle armi puntate gli uni contro gli altri.»
Successivamente nel nome della pace, della giustizia e della fraternità è stato protagonista di un gesto simbolico e caritatevole: lo hanno raggiunto l’israeliano Maoz Inon, al quale sono stati uccisi i genitori da Hamas nell’attacco del 7 ottobre, e il palestinese Aziz Sarah, al quale l’esercito israeliano ha ucciso il fratello durante le reazione dei mesi successivi del governo. I tre si sono poi abbracciati.
«Loro hanno avuto il coraggio di abbracciarsi – ha dichiarato il Papa – e questo non solo è coraggio, è testimonianza di volere la pace, ma anche è un progetto di futuro: abbracciarsi».
Il 10 maggio, invece, agli Stati generali della natalità, il Papa si è espresso circa un altro tema caldo dello scenario politico, ovvero il problema della natalità e del calo demografico in Italia. Il capo della chiesa riconduce le armi e i contraccettivi come la causa di questo problema, infatti si mostra preoccupato «dagli investimenti che danno più reddito, le fabbriche di armi e gli anticoncezionali. Le une distruggono la vita, gli altri impediscono la vita. E questi sono gli investimenti che danno più reddito. Che futuro ci attende? È brutto».
Dunque, la chiesa cercando di operare in nome della vita, non tiene in considerazione che i contraccettivi e i profilattici, sebbene siano da un lato degli anticoncezionali, dall’altro sono l’arma principale per salvaguardarsi da malattie sessuali che hanno perseguitato la società durante la fine del 900’.
Dunque, è vero sulla carta che il Papa non ha alcun potere in politica. Tuttavia con le sue dichiarazioni sposta l’opinione pubblica e le politiche dei vari paesi verso direzioni ben chiare. Questo era vero fino al 26 aprile quando la presidente Giorgia Meloni ha dichiarato che il pontefice sarà presente al G7, di cui l’Italia detiene la presidenza e che avverrà dal 13 al 15 giugno. Il papa sarà presente per intervenire nella sessione dedicata all’intelligenza artificiale. Si tratta di un tuffo nel passato o di una giusta inclusione di un leader politico?
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