
Immaginarsi lì. Nel tempo e nello spazio. Quando da quelle porte, nel cuore di Piazza Municipio, dinanzi al mare ed al Maschio Angioino, entravano ed uscivano turisti e personaggi illustri dell’epoca. Immaginarsi ad osservare il flusso e le persone su quei meravigliosi balconi che adornano la facciata in stile Art Nouveau. Assaporare la storia, intrinseca, tra i mattoni che da oltre un secolo compongono questo edificio. È il Grand Hotel de Londres a Napoli, che tra i tanti ha ospitato anche personalità come Enrico Caruso e Winston Churchill. Oltre cento ambienti tra camere e saloni con arredo dell’epoca ad accogliere chiunque, dal mare e non, arrivasse in questa città. Una struttura alberghiera viva, ricca, piena di storie e di persone.
Immaginarsi lì, indietro nel tempo, è tutto ciò che si può fare ad oggi. Fermarsi all’immaginazione per sfuggire alla paradossale realtà. La realtà di un edificio maestoso, immenso e di straordinaria bellezza, che passa inosservato ai più e la cui storia perde testimonianza e vividezza giorno dopo giorno. La realtà di una struttura alberghiera, per vincolo da regio decreto, abbandonata e relegata, in minima parte, ad ospitare gli uffici del Tribunale Amministrativo della Regione Campania. Una destinazione provvisoria, in via straordinaria a causa del terremoto dell’80. Provvisoria da 45 anni.

«Dal ’70 al ’77 ho avuto la fortuna di lavorare al Grand Hotel de Londres». A raccontare questa storia è Antonio Pariante, Presidente del Comitato di Portosalvo che da anni si batte per la tutela del patrimonio artistico-culturale della città di Napoli, ed oggi componente del Comitato Tecnico Scientifico dell’UNESCO nell’amministrazione Manfredi. «È stata per me un’esperienza straordinaria: mi ha dato la possibilità di conoscere tanti personaggi illustri, come il coreografo Nicola Benois ed il maestro di Rudol’f Nureev, Léonide Massine. Potrei raccontarne tantissime storie delle persone che ho avuto la fortuna di conoscere».
Il Grand Hotel de Londres è un edificio proprietà dello Stato ed è l’unico albergo d’Italia che ha il vincolo alberghiero stabilito dal Regio Decreto del 1936. «Per questa struttura non c’è altra destinazione d’uso: albergo era, è e rimarrà per sempre. In passato veniva dato in concessione, oggi potrebbe anche essere venduto a grandi imprese alberghiere, che potrebbero intervenire su questa realtà e rigenerarla. Sarebbe un luogo di grande valore ed eccellenza».
La chiusura dell’albergo avvenne nel 1977, a causa di mancati pagamenti nei confronti dello Stato da coloro che lo avevano in comodato. «Nel giorno in cui è stato chiuso questo albergo, erano piene tutte le sue 120 camere: abbiamo dovuto cacciare i turisti. La balorda amministrazione della gestione privata dell’epoca, che sfruttò i bassi costi di concessione della struttura, portò ad un paradossale fallimento».
«Questa destinazione venne assegnata al Tar per effetto dell’amministrazione straordinaria che doveva dare sistemazione ai vari uffici che avevano avuto problemi con il terremoto. La sistemazione era stata stabilita in maniera provvisoria, ma da allora sono passati 45 anni. Questo luogo è una contraddizione evidente: sulla facciata c’è ancora scritto Grand Hotel Londres. Entrando ci si rende conto del contrasto: grigi uffici amministrativi che hanno occupato le bellissime stanze di questo albergo». Quarantacinque anni dal terremoto, quarantacinque anni dal giorno in cui il Tar si è sistemato nelle stanze dell’hotel di Piazza Municipio.
«È giusto che un ufficio amministrativo della Regione debba continuare ad occupare una struttura che, stante le leggi, è vincolata ad una destinazione alberghiera? A questo va aggiunto il fatto che presso la Torre di Giustizia al Centro Direzionale sono predisposti gli spazi proprio per il Tar. Lì sono stati spesi tanti soldi per dare una sistemazione agli uffici della pubblica amministrazione, eppure ci sono aree ancora vuote».

L’ondata di turismo che sta vivendo la città di Napoli si sposa alla perfezione con la richiesta della riapertura della struttura alberghiera nel cuore di Piazza Municipio. «Nel 2025, con il turismo che affolla le strade, con il Giubileo e con la celebrazione dei 2500 anni della città, sarebbe il momento giusto per fare qualcosa. Ci sono una marea di B&B soprattutto nel centro storico ed in gran parte abusivi, e il paradosso è che non abbiamo un albergo in Piazza Municipio». Pur avendo lì il Grand Hotel de Londres.
«L’idea è che per i giovani, le nostre future generazioni, questa città possa essere messa a posto come si deve e che le cose giuste vadano al posto giusto. Per avere anche la possibilità di migliorare quello che ci circonda. Questo albergo generebbe risorse economiche, creerebbe posti di lavoro e sarebbe un’occasione di reddito per lo Stato. Invece no: oggi tutto è in mano a questi grigi uffici amministrativi».
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...