
“Un modello di conoscenza oltre che di gestione. Un progetto di cultura e non solo di scavo”. Con queste parole il Professor Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei del Ministero della Cultura (MiC), ha aperto la presentazione dei risultati della campagna di scavo al Parco Archeologico di Aeclanum. Situata lungo la Via Appia, Aeclanum è un sito che racconta una storia millenaria, dall’età sannitica all’epoca tardo-antica e altomedievale. A differenza di Pompei, ferma al 79 d.C., Aeclanum ha vissuto attraverso distruzioni e ricostruzioni, offrendo un continuum di storia unico.
Gli scavi, ripresi grazie ad un finanziamento del MiC, stanno portando alla luce un’area archeologica di 22 ettari, paragonabile a una “piccola Pompei”. A Mirabella Eclano, infatti, non c’è una città moderna che si sovrappone al sito antico, ma solo campagna, il che permette di lavorare senza ostacoli. Fino a poco tempo fa qui si coltivava, ma oggi l’obiettivo è far diventare Aeclanum un luogo vivo, popolato da giovani ricercatori, laureandi e dottorandi. «Questo deve essere un posto sempre più popolato da giovani, un luogo dinamico, di incontro e confronto» ha sottolineato il Professore Massimo Osanna ai microfoni di Informare.
Durante la presentazione, tenutasi il 18 febbraio scorso nella Sala Consiliare di Mirabella Eclano, sono stati illustrati i risultati degli scavi, che hanno portato alla luce l’antico Foro, l’area pubblica della città. Le tracce monumentali emerse raccontano l’identità di un luogo che fu un importante centro di sosta lungo la Via Appia, non solo per motivi commerciali, ma anche culturali. «Stiamo documentando tutto il processo di indagine con tecnologie avanzate, intercettando e registrando la stratigrafia delle dinamiche di distruzione e ricostruzione» ci ha spiegato Osanna.
Il sindaco di Mirabella Eclano, Giancarlo Ruggiero, ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione nel trasformare Aeclanum in un faro turistico per l’Irpinia e il Mezzogiorno. Dopo il riconoscimento della Via Appia come patrimonio Unesco, il Parco Archeologico di Aeclanum è diventato un luogo di grande importanza. L’amministrazione vuole dunque candidare questo progetto all’interno del Masterplan della Valle Ufita per attrarre turisti e valorizzare il territorio. Il futuro di Aeclanum passa anche attraverso l’accessibilità e il digitale. Con un finanziamento di 300 milioni di euro dal PNRR, il MiC sta lavorando per rimuovere barriere fisiche e cognitive nei musei, rendendoli luoghi inclusivi.
Il 6 febbraio, invece, è stato sottoscritto un Protocollo d’Intesa tra il Comune di Mirabella Eclano e altri comuni irpini, la Soprintendenza e la Direzione Musei della Campania, per creare una rete di siti archeologici lungo l’antica rete viaria romana. Il progetto mira a valorizzare non solo Aeclanum, ma anche le Valli d’Ansanto e Valle Ufita, creando un sistema integrato di tutela e promozione del patrimonio storico e culturale dell’Irpinia. Il riconoscimento della Via Appia come patrimonio Unesco ha dato una spinta decisiva al progetto. Il prof. Massimo Osanna è convinto che i grandi eventi sono strumenti di marketing territoriale che portano benefici a lungo termine. Aeclanum, con il suo patrimonio materiale e immateriale, è quindi pronta a diventare un faro turistico non solo per la Campania, ma per tutto il Mezzogiorno. Aeclanum è un luogo che parla di storia, ma anche di futuro. Con il suo potenziale archeologico e culturale, il sito è destinato a diventare un punto di riferimento per studiosi, turisti e appassionati di storia. Siamo solo all’inizio di un viaggio che ci porterà a scoprire nuove meraviglie. Un viaggio che, grazie all’impegno delle istituzioni e della comunità locale, promette di regalare emozioni uniche e durature.
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