
La storia del Parco Archeologico di Liternum incarna in pieno una triste storia “all’italiana”. Il sito, dal grande valore storico, sorge a Lago Patria, frazione del comune di Giugliano, e nel corso degli anni è stato oggetto di una lunga e travagliata storia, per ora non risolta. Liternum era un’antica città romana, sorta nel 194 a.C. e nata come colonia marittima sull’attuale sponda sinistra del lago. L’area ospita rovine archeologiche e i resti di un foro, di un anfiteatro e della villa abitata da Publio Cornelio Scipione l’Africano, una delle personalità più influenti dell’epoca romana, ritiratosi fino alla morte proprio a Liternum.

Il parco e la sua antica storia, al momento, non hanno visto luce al cento per cento. Non sono bastate due inaugurazioni e un totale di 4,5 milioni di euro investiti. L’ultima, avvenuta a maggio del 2024, vide arrivare in pompa magna i vertici politici regionali e nazionali, tutti riuniti per la grande riapertura, durata il tempo di un bellissimo sogno. La questione è molto più spinosa: il parco resta un’opera conclusa ma mai avviata al definitivo sviluppo. Oggi è ostaggio di due famiglie, che da decenni abitano nei due edifici abusivi sorti illecitamente nell’area più di 50 anni fa.
Tutto questo nonostante la sentenza del Tar nell’agosto 2016, confermata dal Consiglio di Stato nel novembre 2022, che obbliga il Comune all’abbattimento degli stabili. Il programma triennale dei lavori pubblici 2025-2027 per il 2025 prevedeva 1,5 milioni circa per la demolizione delle strutture abusive, che sarebbe dovuta avvenire in tempi brevi. L’ultimo passo, dopo la demolizione, dovrebbe essere quello di iniziare l’iter per la realizzazione di un museo archeologico, con un impegno di spesa da circa 3 milioni di euro.
Il consigliere comunale Francesco Gambardella, con delega al verde pubblico e che in prima persona si sta spendendo per la riqualificazione del Parco Liternum, parla di mancanza di volontà politica. «Ciò che imputo alla passata amministrazione guidata da Nicola Pirozzi è che, dopo aver speso i fondi del PRNR per il parco, non sia stata prevista né una riqualificazione, né una manutenzione continuativa». Sulla questione delle costruzioni abusive il consigliere è netto: «Non possiamo chiudere i cancelli la sera perché gli abusivi che abitano lì devono entrare e uscire con la macchina, come se fosse il loro cancello di casa». Il progetto iniziale prevedeva (prevede tutt’ora) che il parco potesse essere dato in gestione a privati, affinché si occupino della manutenzione del luogo e dell’organizzazione di attività all’interno dello stesso tramite l’utilizzo di chioschetti costruiti al suo interno, che al momento restano totalmente vuoti ed oggetto di atti vandalici.
«È stato concluso un accordo di intesa fra la città di Giugliano, l’ente parco Campi Flegrei e la Città Metropolitana per gestire al meglio il Parco Liternum e provvedere alla sua custodia, affiancandola a una programmazione culturale che rimetta al centro anche l’antico sito archeologico romano – conclude Gambardella – Per quanto riguarda gli abbattimenti si sta arrivando all’ultima fase, la burocrazia ha i suoi tempi. A breve dovrebbero essere prodotti gli ultimi documenti dall’impresa incaricata di abbattere gli stabili abusivi e così potrà essere concluso il lavoro per consegnare il parco in mano ai cittadini».
a cura di Domenico Barbato e Stefano Errichelli
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