
Napoli, città di contrasti, sta vivendo una ferita profonda: la violenza giovanile. Un fenomeno di certo non nuovo ma che negli ultimi mesi ha segnato in modo indelebile la vita di troppi ragazzi. Troppo spesso, i giovani dei quartieri più difficili non sentono di appartenere al luogo in cui vivono, e, senza appartenenza, non c’è rispetto, né cura per il proprio territorio o per chi lo abita. Eppure, a Ponticelli, un segnale di speranza ha provato a farsi strada. Grazie a Inward – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana, il Parco dei Murales di Ponticelli è diventato negli anni un simbolo di rinascita. L’arte ha ridato colore e identità a un quartiere, trasformandolo in esempio di cambiamento. Ce lo racconta Silvia Scardapane, referente e operatrice del progetto.
Inward si occupa di ricerca e sviluppo nel campo della creatività urbana, comprendendo ambiti come il graffiti writing, la street art e il nuovo muralismo. Nel 2015, ha avviato il Parco dei Murales, un progetto di riqualificazione artistica e sociale del Parco Merola di Ponticelli. Un complesso residenziale nato dopo il terremoto dell’80. L’iniziativa ha coinvolto la comunità locale nella realizzazione di murales e nell’organizzazione di laboratori creativi.
A detta di Silvia Scardapane, «il progetto nasce per dare una risposta ad uno dei problemi principali delle periferie, ovvero la mancanza di spazi in cui i giovani possano identificarsi e sentirsi parte integrante del quartiere. Il lavoro collettivo, unito alla trasformazione di una zona spesso associata a notizie negative, ha permesso di raccontare una Ponticelli diversa, capace di generare storie positive. Questo processo ha dato nuova vita a un’area della periferia orientale di Napoli, ricca di associazioni che ogni giorno operano con e per il territorio». Il lavoro svolto, infatti, è riuscito trasformare almeno in parte il quartiere rendendolo anche un luogo turistico, con visitatori che arrivano da tutta Europa. In particolare, studenti che analizzano il Parco come esempio di riqualificazione artistica e sociale.

Tra il 2015 e il 2018, il Parco dei Murales ha visto la realizzazione di otto opere monumentali da parte di artisti italiani di fama internazionale. Provenienti da diverse regioni come Sardegna, Campania e Sicilia. «Questi murales raccontano valori universali come integrazione, solidarietà, cura, il valore dello sport, della lettura e del gioco, la conoscenza del territorio e il valore sociale della maternità attraverso stili e linguaggi unici». I titoli, tutti in lingua napoletana, rendono omaggio alla cultura locale, instaurando un dialogo diretto con la comunità.
Jorit ha firmato “Ael. Tutt’egual song’ ’e criature”, ispirato alla canzone di Enzo Avitabile, mentre Mattia Campo Dall’Orto ha dato vita a “Lo trattenemiento de’ peccerille”, titolo tratto da Lo Cunto de li Cunti di Giambattista Basile. Daniele Nitti, con “Je sto vicino a te”, ha celebrato Pino Daniele, e Zeus40 ha realizzato “Cura ’e paure”, ispirato a un brano dei 24 Grana. Fabio Petani ha dipinto “’O sciore cchiù felice”, un omaggio agli Almamegretta, mentre Rosk&Loste hanno dedicato “Chi è vuluto bene, nun s’o scorda” al calcio e a Diego Armando Maradona. Infine, La Fille Bertha ha reso omaggio alla maternità con “’A Mamm’ ’e Tutt’ ’e Mamm’ e Zed1 ha sottolineato il valore del gioco nell’infanzia con “’A pazziella ’n man’ ’e criature”.
Nel 2016 Inward ha avviato anche il Servizio Civile Universale. «Un’iniziativa fondamentale che ci ha consentito di organizzare una serie di laboratori, come break dance, teatro napoletano e giocoleria. Queste attività hanno rafforzato la nostra presenza nel quartiere, offrendo ai più giovani l’opportunità di partecipare a esperienze nuove e stimolanti. Attraverso il SCU, continuiamo anche a promuovere il Parco dei Murales, rendendolo sempre più accessibile e conosciuto». Per visitarlo è possibile partecipare a tour gratuiti, guidati da volontari appositamente formati, che accompagnano i visitatori in vere e proprie passeggiate artistiche. Permettendo, così, di scoprire il progetto e la sua storia direttamente sul territorio.
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