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Il Parlamento Europeo sta virando a destra dopo le elezioni?

Camilla Esposito Alaia
Camilla Esposito AlaiaRedazione Informare
14 giugno 20244 min di lettura

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Il Parlamento Europeo sta virando a destra dopo le elezioni?

Indice (2)

  • 1Quali sono i paesi europei con una maggioranza di destra?
  • 2La destra votata alle elezioni che impatto avrà sul Parlamento Europeo?

Il dato più lampante che emerge dalle ultime elezioni europee è che l’Europa sta virando a destra, anche se non abbastanza da permettere alle destre di raggiungere una maggioranza tale da poter governare autonomamente nel Parlamento Europeo. Parliamo di 185 milioni di elettori in 27 paesi dell’Unione Europea che con i loro voti hanno “scosso” gli ordini europei ai quali forse eravamo abituati. Secondo i dati del Parlamento Europeo, la struttura di quest’ultimo si compone di soli 73 seggi per il Gruppo dei Conservatori e dei riformisti europei di ECR. Un numero oggettivamente più basso rispetto ai 185 seggi del Gruppo del Partito popolare europeo (democratici cristiani).

Di conseguenza, nonostante gli equilibri europei sembrino cambiati, ciò che permette all’estrema destra di non prendere il sopravvento non sono solo i PPE, ma soprattutto la coalizione di quest’ultimi con S&D (socialisti e democratici con 137 seggi) ed il gruppo Renew Europe (con 79 seggi). Nonostante la maggioranza di questi gruppi sia diminuita e la fiducia elettorale nella destra risulti più concreta, ciò non impedisce a questa “grande coalizione” di continuare a collaborare. Secondo Ursula Von Der Layen il centro sta tenendo, ma ha anche affermato: “Ma è anche vero che i partiti di sinistra radicale e di estrema destra hanno guadagnato consensi e per questo il risultato comporta una grande responsabilità per i partiti di centro”.

Quali sono i paesi europei con una maggioranza di destra?

Il dato più vicino a noi è sicuramente quello italiano, dove il partito di destra Fratelli d’Italia, guidato dalla premier Giorgia Meloni, si riconferma quasi una garanzia, sia per la politica interna, che per quella europea. Con il 28,8% di voti si è infatti assicurato 14 seggi nel Parlamento Europeo. A seguire il PD con 5 seggi, M5S con 3 seggi e per finire la grande sorpresa di tutti, AVS con 5 seggi ottenuti. Anche se il numero più importante in Italia riguarda sempre la percentuale di elettori che equivale al 49, 7%, confermando che in Italia il partito più votato è l’astensionismo.

La vittoria di FdI però non ci sorprende, quanto quella di RN in Francia. Il caso francese è stato forse quello più discusso in queste elezioni europee. Marine Le Pen e Jordan Bardella stravincono le europee sorpassando ampiamente il partito di Macron. Dopo l’impopolarità delle scelte del Presidente della Repubblica francese in ambito di sicurezza e guerra, l’opinione pubblica è cambiata. In risposta al risultato e lasciando tutti a bocca aperta, Macron scioglie il Parlamento ed anticipa le elezioni per la formazione di un nuovo governo correndo in contro al rischio di una cohabitation con il partito avversario.

Interessante anche il caso della Germania, dove la destra la fa da padrone ed i conservatori del Cdu-Csu vincono le elezioni europee con il 30% dei voti. Ma non è solo questo a “cambiare” gli equilibri nazionali ed europei, bensì il sorpasso dell’Afd, partito di estrema destra (15,9%), su Spd, partito socialdemocratico di Olaf Scholz  (13,9%). Tutto ciò non fa altro che indebolire il cancelliere tedesco che non avrà sicuramente la capacità di governare dei mesi passati in Germania. I partiti di estrema destra vincono anche in Austria e in Olanda, confermando così che qualcosa in Europa sta cambiando.

La destra votata alle elezioni che impatto avrà sul Parlamento Europeo?

Bisogna sicuramente menzionare il fatto che per la prima volta un partito di estrema destra è la prima forza europea e si tratta del Rassemblement National di Marine Le Pen. Con 30 seggi al Parlamento Europeo, RN ha acquistato un grande consenso tra i giovani elettori francesi grazie al lavoro di “svecchiamento” di Jordan Bardella. Un trend simile si era già osservato nel 2019, dove i partiti di estrema destra vengono sempre preferiti per le elezioni europee. Proprio nel 2019 però, Ursula Von Der Layen ottenne il sostegno degli eurodeputati per il Green Deal, progetto che prevede di arrivare a zero emissioni di gas serra entro il 2050. Quest’ultimo progetto, è forse quello che potrebbe più risentirne con i diversi seggi conquistati dall’estrema destra.

Un altro impatto economico importante dovuto alle destre potrebbe verificarsi sul commercio internazionale. L’economia europea potrebbe chiudersi arrivando così a pochissimi scambi commerciali con l’esterno. L’ultima conseguenza potrebbe invece riguardare il bilancio a lungo termine dell’EU (2028-2034). La destra potrebbe preferire maggiori spese per la difesa e progetti nazionali, piuttosto che per progetti green e transfrontalieri. Insomma, dire che non sia cambiato nulla nel Parlamento Europeo è impossibile. Soprattutto se consideriamo quanto le politiche interne dei singoli paesi possano influenzare l’andamento generale europeo. Nonostante il numero di conservatori in PE non sia così alto, molti equilibri potrebbero risentirne ponendoci davanti ad uno scenario europeo del tutto nuovo.

Tags
  • #elezioni europee 2024
  • #estrema destra
  • #Europa
  • #Parlamento Europeo
  • #Ursula von der layen
Camilla Esposito Alaia
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